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La token sale del piccolo genio
La token sale del piccolo genio
Blockchain

La token sale del piccolo genio

By Daniele Chicca - 8 Apr 2018

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A soli 11 anni, George Weiksner non è un amministratore delegato come tanti altri. A rendere ancora più eccezionale il suo caso e quello della sua startup è il fatto che il baby imprenditore americano ha lanciato una token sale per finanziare il suo progetto, che prevede l’utilizzo di una criptovaluta come sistema unico di pagamento e di scambio nel settore dei videogiochi.

Con la sua raccolta fondi in cambio di token, il bambino che vive nella città di Old Greenwich nello stato del Connecticut potrebbe diventare uno dei più giovani portabandiera dell’universo delle crypto, un mondo entrato a far parte della sua vita quotidiana. Finita la scuola, al rientro a casa alle 17, Weiksner trascorre il tempo davanti al computer per studiare l’andamento delle monete digitali e le potenzialità della tecnologia blockchain.

Faccio i compiti, poi alle sei ceno e mi metto a verificare il prezzo delle criptovalute”, ha dichiarato in un’intervista concessa a Marketwatch. Appassionato di videogame, come molti dei suoi coetanei, George ha dovuto fare i conti con le problematiche comuni ad altri video giocatori, tra cui quelle incontrate al momento di effettuare pagamenti per poter aggiornare i personaggi e le storie delle sue partite virtuali.

Sbloccare le monete digitali inutilizzate

Dopo essersi reso conto che spesso rimanevano soldi inutilizzati nel portafoglio numerico dell’account di un videogiocatore, il bambino prodigio ha avuto un’illuminazione: creare una piattaforma per sbloccare le monete digitali ancora disponibili in un determinato videogame e poterle riutilizzare in un altro gioco.

Alla sua piattaforma, Pocketful of Quarters, Weiksner lavora la sera, dopo aver finito i compiti e prima di andare a letto, verso le 8 di sera. Grazie alla partnership con diverse case di videogame, i token emessi con la ICO potranno essere utilizzati su più piattaforme video ludiche.

Diverse società attive nel settore hanno già espresso il loro interesse e si sono associate al progetto del giovane CEO per aiutarlo a permettere ai giocatori di risparmiare denaro usando la stessa moneta virtuale, che diventerebbe così un mezzo di pagamento globale, da usare anche su altri videogame.

ICO, sistema di raccolta fondi accessibile ed efficace

Il crypto imprenditore si è fissato come obiettivo quello di raccogliere tra i mille e i duemila ether, una cifra che equivarrebbe a una somma compresa tra i 458 mila e i 916 mila dollari, se ci si basa sui valori ad oggi della moneta digitale su Coinmarketcap.com.

A prescindere dalla volatilità e dalle oscillazioni di prezzo di ether, George è sicuro di vincere la sua scommessa.

Se così fosse si avrebbe l’ennesima dimostrazione di come le criptovalute sono in grado non solo di democratizzare la sharing economy, spezzando i ponti tra autorità e utenti finali, ma anche – quando le ICO sono sorrette da un’idea valida – di costituire un sistema di raccolta fondi efficace e accessibile a tutti.

Dal 2014 a oggi sono numerosi i casi di ICO di successo. Uno degli esempi più famosi è quello di Ethereum, che ha ottenuto 18 milioni di dollari di finanziamenti in bitcoin, pari a 40 centesimi per ogni ether. Un’altra iniziativa che ha attirato un grande interesse da parte della comunità degli investitori è stata la raccolta fondi di NEO, soprannominata la Ethereum cinese: il token emesso ha visto la sua quotazione salire da 3 centesimi a 88,2 dollari.

Finora da inizio anno le ICO hanno già ottenuto più 3 miliardi e 350 milioni di dollari di finanziamenti. In tutto l’anno scorso 878 operazioni hanno raccolto poco più di sei miliardi. E il numero di offerte di questo tipo continua a crescere: nel 2018 siamo già a 525 emissioni, 37,5 a settimana. Nei primi quattro mesi dell’anno scorso, per fare un confronto su base annuale, erano state soltanto 2,75 le ICO settimanali di media, comunque più del doppio rispetto all’anno prima.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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