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Porsche, Daimler e Renault in corsa verso la blockchain
Porsche, Daimler e Renault in corsa verso la blockchain
Blockchain

Porsche, Daimler e Renault in corsa verso la blockchain

By Giancarlo Donadio - 3 Mag 2018

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L’automotive guarda sempre più alla blockchain.

Porsche la usa per aprire e chiudere le porte delle sue auto a distanza, Renault per diminuire il rischio frodi nel mercato delle auto di seconda mano.

Nel frattempo, Daimler testa la tecnologia per ottimizzare i processi di produzione e le attività della supply chain.

Ecco come la blockchain sta dunque rivoluzionando l’automotive e quali sono le aziende protagoniste oggi.

Porsche, Daimler e Renault

A febbraio di quest’anno Porsche ha annunciato sul suo blog la decisione di sperimentare la blockchain per il suo business. Per farlo ha scelto di collaborare con una startup berlinese, di nome XAIN.

Tra le applicazioni più interessanti dell’azienda tedesca c’è un sistema che permette di chiudere e aprire l’auto proprio attraverso la blockchain via app in poco meno di due secondi.

Il codice per l’apertura e chiusura è registrato sulla blockchain e non è modificabile.

Allo stesso tempo, nel caso di più persone che condividono la stessa auto, il proprietario può controllare in tempo reale chi la sta usando in quel momento e anche offrire l’accesso della sua auto a una terza persona sempre da remoto via app.

Anche Renault ha deciso di diventare pioniera nell’ambito.

Nel luglio dello scorso anno, l’azienda francese ha annunciato un prototipo per favorire la digitalizzazione del libretto di manutenzione dell’automobile.

Il problema che l’azienda vuole risolvere con la blockchain è molto sentito tra gli autisti: oggi le informazioni su un veicolo sono conservate negli archivi di più sistemi: dai concessionari, agli assicuratori, ai meccanici.

Con la blockchain tutte queste info finiscono in un solo database e ciò favorisce la vendita delle auto di seconda mano.

Chi vuole comprare il veicolo, infatti, può accedere a tutta la storia dell’auto e valutare la bontà dell’investimento.

A una soluzione simile sta lavorando CarVertical, startup che ha recentemente raccolto 15mila eth attraverso una ICO.

Qui il video dove l’autore del progetto, Audrius Kučinskas racconta la sua idea: 

Prima ancora di Porsche e Renault, Daimler, altro leader tedesco nell’automotive, ha deciso di farsi strada all’interno del settore.

Per ora l’azienda non ha sviluppato ancora una soluzione unica, ma ha fatto il suo ingresso in Hyperledger, il progetto open source della fondazione Linux, che si occupa di sviluppare soluzioni nel campo della blockchain nelle diverse industrie.

L’idea di Daimler è di sperimentare i vantaggi della rete peer–to–peer in diversi ambiti, dalla produzione, alla supply chain, fino al payment.

6 ambiti dell’automotive invasi dalla blockchain

Dalle soluzioni per la mobilità fino alle assicurazioni. Ecco quali sono i sei ambiti dell’automotive che lasciano più spazio alla blockchain.

  1. Soluzioni per la mobilità. La blockchain diventerà uno standard per favorire la condivisione dei veicoli nei servizi di car sharing.
  2. Automotive Internet of Things. Con le auto sempre più connesse, saranno tanti i dispositivi controllati da remoto. La blockchain offre un modo per metterli in sicurezza e favorire il dialogo tra loro.
  3. Smart Manufacturing. La blockchain sarà usata per raccogliere dati e ottimizzare la produzione e diagnosticare problemi.
  4.  Trasferimento di titoli, attività di controllo. Le soluzioni offerte da Renault e CarVertical diverranno lo standard nella compravendita dei veicoli tra privati o tra aziende e clienti nel caso di leasing o noleggio.
  5. Assicurazione.  Gli smart contract renderanno i servizi assicurativi più veloci ed equi, eliminando gran parte dell’attuale intermediazione.
  6. Gestione della Supply Chain. La blockchain sarà usata in ogni fase della supply chain, dalla progettazione, alla produzione, fino alla distribuzione e la vendita.

 

Giancarlo Donadio
Giancarlo Donadio

Giancarlo inizia a scrivere di business con Millionaire. Con la rivista di Milano collabora alla realizzazione di "Startup. Sogna, credici, realizza. Dall'idea al successo” per Hoepli. Dal 2016 collabora con Startupitalia! dove si specializza su fintech, blockchain, criptovalute, all'interno della rubrica SmartMoney. Oggi è cofondatore di Pandant, web agency focalizzata su content marketing e personal branding

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