Zhao: “meglio le token sale dei venture capital”
Criptovalute

Zhao: “meglio le token sale dei venture capital”

By Aneta Karbowiak - 8 Mag 2018

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Nella gran parte dei casi non esistono contratti d’investimento né tantomeno consigli di amministrazione.

C’è soltanto un whitepaper con un’idea, una visione e una roadmap con i passaggi più importanti.

È questa la differenza tra i fondi raccolti tramite i venture capital e le ICO ed è questo il motivo per cui sempre più investitori preferiscono allocare il loro capitale in questa nuova forma di crowdfunding su blockchain.

Changpeng Zhao, CEO del colosso mondiale dello scambio di criptovalute Binance, ha scritto nel suo post su LinkedIn che “raccogliere fondi tramite ICO è circa 100 volte più facile rispetto ai tradizionali VC, se non di più” e, seguendo questa logica, risulta che “ci possono essere 100 volte più startup, startup ben finanziate” che potranno contribuire allo sviluppo tecnologico e all’economia del paese dove vengono fatte.

La differenza tra VC e ICO

Una startup alla ricerca dei fondi – sottolinea Zhao – deve dedicare molte energie e spendere tempo con i VC, fare presentazioni e rapporti finanziari invece di sviluppare il progetto stesso e tutto questo per ottenere 150 mila di dollari in sei mesi.

Mentre facendo una ICO, magari raccoglie milioni di dollari in soli 10 giorni.

Chi utilizza questo metodo di crowdfunding non fa altro che testare il proprio prodotto e parlare con la gente che capisce il progetto e ne è entusiasta mentre “la stragrande maggioranza dei VC professionali non ha idea dei progetti o dei campi in cui investono. Molti di loro hanno zero esperienze con le startup e non hanno nemmeno una conoscenza di base delle tecnologie coinvolte nei loro campi. Molti VC non utilizzano i prodotti delle società in cui investono.”

Zhao preferisce pesci piccoli

L’imprenditore Cinese, piuttosto di elogiare i VC alcuni dei quali operano miliardi di dollari, si schiera a favore di quegli investitori che sono genuinamente interessati al progetto, che si prendono la briga di verificare chi fa parte del team di una data startup, che fanno le domande, spesso anche scomode, sui social media e soprattutto nei gruppi Telegram e che seguono il progetto conoscendone le principali caratteristiche.

E nonostante ci siano stati degli scam e dei fallimenti, Zhao crede che “in comparazione con dei “progetti tradizionali investiti in VC”, un più ampio rapporto di progetti ICO avrà successo.”

Chi banna ci perde

I paesi come Malta, Svizzera o Estonia che vedono le ICO come un qualcosa da sostenere e un modello di business da sviluppare, ne usciranno vincitori mentre quelli che hanno imposto i paletti troppo stretti vedranno i capitali e le menti defluire.

Zhao crede che i VC hanno già notato il potenziale del nuovo metodo d’investimento e si sono già spostati nell’area delle ICO mentre le “grandi organizzazioni che sono responsabili dello sviluppo economico e della ricchezza pubblica non sono così agili.”

Ma in questa corsa chi entra tardi, perde, e soltanto quelli agili “raccoglieranno benefici esponenziali”.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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