La Tokyo Whale dietro il calo di BTC
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La Tokyo Whale dietro il calo di BTC

By Fabio Lugano - 11 Mag 2018

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Il nome di Nobuaki Kobayashi è uno tra i più noti del mondo crypto.

Non si tratta di uno sviluppatore o di uno dei cosiddetti “Bitcoin Evangelist”, ma del gestore dei bitcoin e dei bitcoin cash che sono rimasti dopo il fallimento dell’exchange Mt Geox ed è conosciuto anche come “Tokyo Whale” poiché grande proprietario di crypto.

In qualità di liquidatore di Mt Gox, Kobayashi ha il dovere di vendere al meglio i BTC ed i BCH che sono rimasti dopo il primo grande caso di hacking avvenuto nella storia delle crypto.

La fortuna e il mercato hanno voluto che il valore del mercato, rispetto al febbraio 2014, momento della bancarotta, si siano moltiplicati almeno di 20 volte.

E in più da allora si è anche verificato l‘hard fork di BCH.

Il liquidatore entrò in possesso di ben 162.106 BTC e, dato che non ne ha venduti sino alla fine del 2017, a questi si è aggiunto un uguale numero di BCH.

Si tratta di cifre significative, che ancora oggi superano abbondantemente il miliardo di dollari.

Una whale grande ma particolare perché è destinata a vendere.

Effettivamente, i dati dei wallet di proprietà del defunto Mt Gox, che sono pubblicamente disponibili, indicano che Kobayashi sta vendendo, ma lo fa lentamente per non influenzare troppo il mercato.

Attualmente è in possesso ancora di 137 mila BTC e di altrettanti BCH, pari a poco meno del 85% del totale delle crypto inizialmente in portafoglio.

Infatti, sono stati venduti 6000 BTC e 600 BCH ieri, 10 maggio.

Come si influenza il mercato

Queste transazioni possono aver influito sull’andamento del prezzo di Bitcoin e di Bitcoin Cash?

Consideriamo tre fattori:

  • Nelle 24 ore del 10 maggio sono transitati sugli exchange circa 780 mila BTC, per cui la transazione della Tokyo Whale sarebbe stata meno dell’1% del totale. Se invece valutiamo le transazioni di Bitcoin Cash, la vendita avrebbe pesato per il 6% del totale;
  • Una simile operazione di vendita venne fatta lo scorso 26 aprile, sia su BCH sia su BCT. In quel caso non vi furono variazioni particolari nel giorno dell’operazione;
  • Le vendite non sono sempre dirette sugli exchange, ma potrebbero avvenire anche da un proprietario ad un altro, con operazioni OTC come fa Goldman Sachs, e questo, purtroppo, non ci è dato saperlo.

Fatte queste valutazioni, possiamo concludere che il signor Kobayashi ha in parte influenzato i valori di BTC e BCH ma non è stato l’unico.

Sicuramente la tempistica non ha aiutato, anzi. La vendita è avvenuta in corrispondenza con altri fattori negativi di non facile analisi, ma che potrebbero essere di carattere legale o semplicemente collegati a cicli di mercato.

La Balena di Tokyo ha qualche responsabilità ma non tutte, mentre potrebbe sorgere qualche sospetto che una fuga di notizie abbia potuto innescare uno slittamento di mercato che l’operato di Kobayashi, da solo, non giustificherebbe.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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