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Lo University College di Londra (UCL) dice basta alla sua collaborazione con la FondmiotaIOTA durata circa un anno.

Tra i due enti alla fine hanno avuto la meglio le divisioni.

Tanto che Patrick McCorry, ricercatore per la sicurezza presso UCL, ha condiviso su Twitter un messaggio ufficiale dello University College in cui si dichiara l’interruzione del rapporto di collaborazione con Fondazione IOTA.

Spiega la nota ufficiale:

UCL Center for Blockchain Technologies non è più associato alla IOTA Foundation. Riaffermiamo però il nostro sostegno alla ricerca sulla sicurezza open source, come prerequisito per comprendere qualsiasi tecnologia blockchain. Non è appropriato che i ricercatori impegnati sulla sicurezza ricevano delle minacce di azioni legali per aver divulgato i loro risultati“.

Ucl wallet iota

La questione, infatti, è legata ad un rapporto pubblicato a febbraio da Ethan Heilman della Boston University insieme ad un team di ricercatori della Digital Currency Initiative (DCI), intitolato “IOTA Vulnerability Report: Cryptanalysis of the Curl Hash Function” che evidenzia un difetto nella funzione di hash curl di IOTA.

Secondo il rapporto, infatti, la crittografia utilizzata da IOTA espone la rete a una vulnerabilità legata alla possibilità di creare firme contraffatte, utilizzabili ad esempio per rubare token.

Poco dopo la pubblicazione del rapporto il co-fondatore di IOTA Sergey Ivancheglo ha rivelato pubblicamente che un team di avvocati era stato incaricato di approfondire per sfidare i ricercatori e le loro scoperte.

Ha però anche specificato con un successivo post sul suo blog che “la IOTA Foundation non è affatto coinvolta [in questa vicenda], ma è un affare personale tra me e Heilman“.

Questa vicenda è stata interpretata dallo UCL come un’azione non tollerabile nei confronti dei ricercatori.

La cattiva notizia non ha influito sul valore di MIOTA, il token di IOTA, rimasto abbastanza stabile negli ultimi giorni. Ma non è il primo caso che coinvolge la governance del progetto IOTA, in particolare la relativa Fondazione.

Ricordiamo che IOTA non utilizza blockchain, ma un sistema basato su DAG chiamato “Tangle” che consente transazioni immediate e senza costi.

Il suo sviluppo pertanto è ancora in corso, ma non può basarsi sulla sicurezza mostrata negli anni da blockchain.