Il CEO di Ripple dice che le criptovalute non dipenderanno più dal bitcoin
Il CEO di Ripple dice che le criptovalute non dipenderanno più dal bitcoin
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Il CEO di Ripple dice che le criptovalute non dipenderanno più dal bitcoin

By Aneta Karbowiak - 31 Mag 2018

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Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, si è espresso sulla dipendenza delle criptovalute da bitcoin e del prossimo cambio di rotta, quando la gente finalmente comincerà a rendersi conto delle differenze tecnologiche tra le varie crypto.

“Esiste una correlazione molto forte tra il prezzo del XRP e il prezzo del bitcoin, ma alla fine si tratta di tecnologie indipendenti e open source”, ha detto Garlinghouse alla CNBC. “È presto, nel tempo vedrai un mercato più razionale e comportamenti che riflettono questo.”

Il mercato dei crypto-asset è composto da più di 1600 criptovalute differenti, ma quando il prezzo del bitcoin scende, anche le altre criptovalute cominciano a scendere.

A gennaio, il prezzo di XRP ha superato 3$ per poi scendere più dell’80% ed è stata così considerata la criptovaluta che ha fatto la performance peggiore durante il downtrend generale del mercato in quel periodo.

Ogni crypto deve avere un caso di utilizzo

Garlinghouse ritiene che questa dipendenza dal prezzo di bitcoin cambierà appena verranno compresi i differenti casi d’uso.

Inoltre, sostiene che presto tutte le criptovalute che non hanno una vera e propria utilità scompariranno.

“È ancora un’industria nascente, la speculazione nel mercato domina l’attività di trading. Penso che sia una questione di tempo finché le persone non capiranno meglio i diversi casi d’uso. Ci sarà un po’ di correzione lungo la strada e molti giocatori che non risolvono realmente un problema reale verranno spazzati via”.

Dall’ultimo report del Wall Street Journal risulta che una buona percentuale delle ICO sono al limite della legalità e tante di queste sono risultate scam, mentre altre non hanno trovato una vera e propria applicazione.

Bitcoin come Napster

Alla Conferenza Recode Code, il CEO di Ripple ha detto che bitcoin potrebbe finire come Napster che ha cambiate le regole della musica digitale senza però riscuotere un grosso successo.

“Potremmo arrivare a scoprire che il bitcoin è una specie di Napster delle risorse digitali. Questa è una tecnologia di trasformazione, ma Spotify e iTunes e Pandora dominano perché si sono impegnati con i regolatori per risolvere un problema reale”.

Bitcoin non può essere un metodo di pagamento

Garlinghouse ha anche discusso che bitcoin, come valuta, non troverà applicazione perché è inadatto a questo scopo per via dei problemi con le commissioni alte e le transazioni lente.  

“La gente parla dell’uso di bitcoin per comprare il caffè”, ha detto Garlinghouse. “La transazione bitcoin media può richiedere fino a 20 minuti e il costo della transazione raddoppierà il prezzo del tuo caffè”.

Il creatore di XRP sostiene che la sua criptovaluta ha un’utilità migliore perché XRP taglia i tempi e i costi delle transazioni:

“È un problema da mille miliardi di dollari”, ha affermato Garlinghouse. “Non credo che blockchain stia ancora risolvendo i problemi dei consumatori”.

La correlazione del prezzo di XRP e di bitcoin non è, però, l’unica guerra che il CEO di Ripple vuole combattere.

brad garlinghouse ripple

Ripple è una security?

Esiste la possibilità che la SEC decida di classificare XRP come un security token, cosa che avrebbe un importante impatto, sia sul prezzo sia sulla disponibilità della criptovaluta sugli exchange americani.

Questo perché XRP ha raccolto i fondi tramite una ICO e perché è fortemente legato alla compagnia che l’ha creato, tant’è vero che il token viene comunemente chiamato “Ripple.”

La compagnia ha ben pensato di ovviare al problema prendendo le distanze dalla sua criptovaluta.

Un nuovo logo per XRP

È uscita, infatti, la proposta di creare un logo diverso per XRP per distinguere meglio la criptovalute e la compagnia e allo stesso tempo, associarlo meglio ad una valuta.

“Perché XRP sia percepito come una valuta ha bisogno del proprio simbolo. Proprio come il simbolo del dollaro ‘$,’ XRP ha bisogno di un segno universale che denoti unità di XRP. L’attuale logo utilizzato funziona alla perfezione quando si fa riferimento alla società e non dovrebbe essere modificato, ma è necessario creare un personaggio per rappresentare le unità effettive dell’asset digitale.”

Garlingouse ha spiegato che XRP e la compagnia sono due cose distinte e la natura open source del codice dietro alla criptovaluta ne è la prova.

Si accusa, però, che nonostante la sua natura open source, gli sviluppi siano stati fatti per la maggior parte dai dipendenti della compagnia e non da terzi.

Se la separazione delle due entità riuscisse, questo renderebbe XRP più attraente alle aziende, anche se rimane il dubbio che il suo utilizzo aziendale diventi mai diffuso.

Per operare un nodo validatore XRP, bisogna ottenere l’autorizzazione dai server di Ripple.com e questo sarebbe un punto a sfavore per una vera propria separazione delle due cose nonostante sulla pagina Wikipedia di Ripple si legge “la rete può funzionare senza la società Ripple.”

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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