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Il mining si fa in acciaieria
Il mining si fa in acciaieria
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Il mining si fa in acciaieria

By Fabio Lugano - 7 Giu 2018

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Una grande fonderia di alluminio nello Stato di New York, appartenente alla multinazionale siderurgica Alcoa, ha deciso di cambiare completamente vita e dedicarsi al mining: la società, infatti, ha firmato un accordo con la società Coinmint che userà la fonderia come sede per minare crypto.

Coinmint investirà circa 700 milioni di dollari nel nuovo impianto nonostante la grande volatilità del prezzo di bitcoin che si è ridotto a poco più di un terzo del valore rispetto allo scorso gennaio.

La nuova fabbrica informatica avrà 150 dipendenti provenienti in larga parte dalla città di Massena e dalle aree circostanti.

La conversione fa parte della competizione mondiale che cerca sempre una produzione con i costi minori di energia e possibilmente utilizzando fonti rinnovabili.

In un momento in cui la produzione di alluminio è in crisi in diversi Paesi, tra cui l’Italia, la sostituzione industriale appare quindi ovvia, anzi viene rallentata dalle sanzioni sulle importazioni di alluminio imposte dall’amministrazione Trump.

In questo caso Coinmint viene a subentrare in un accordo  con l’Autorità per l’Energia di New York per poter utilizzare i 435 MW di energia idroelettrica pulita generati dal fiume San Lorenzo, ottenendo quindi non solo un mining conveniente ma anche ecologico.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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