Dall’Olanda il primo ETF in crypto
Dall’Olanda il primo ETF in crypto
Criptovalute

Dall’Olanda il primo ETF in crypto

By Daniele Chicca - 7 Lug 2018

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Dopo i future legati alle crypto, arrivano anche i fondi di investimento. La piattaforma di trading di ETP numero uno in Europa, l’olandese Flow Traders NV, ha annunciato il lancio del primo fondo comune al mondo legato alle valute digitali.

Come era lecito attendersi, il veicolo di investimento Exchange-Traded Product correlato a bitcoin ed ether non è stato accolto con favore – per usare un eufemismo – dalle autorità di regolamentazione dei mercati nazionali, che sconsigliano agli investitori di puntare il proprio denaro su monete virtuali, ritenute troppo volatili e rischiose.

Il parere ufficiale delle autorità di controllo olandesi dei mercati è assolutamente contrario agli investimenti in monete crittografiche. L’AFM “scoraggia” infatti chiunque – consumatori, investitori e aziende – a usare o scommettere sulle crypto.

Ma incurante delle opinioni dei regolatori, negli ultimi mesi Flow Traders, con sede ad Amsterdam, ha aumentato “in modo drastico” le sue attività di trading di prodotti forniti da XBT Provider, secondo quanto riportato dallo stesso gruppo svedese attivo nel settore delle crypto.

ETF legati alle crypto: Paesi Bassi fanno da pionieri

Anche se cinque società Usa del settore hanno già iniziato a consentire lo scambio di future con una crypto come sottostante, l’azienda con sede ad Amsterdam è la prima in assoluto a permettere la compravendita di fondi legati alle monete crittografiche quotati sui mercati finanziari regolamentati.

I fondi e i titoli dovrebbero alimentare l’interesse per le divise digitali: bitcoin ed ether diventano classi di attivi finanziari su cui investire in modo semplice e diretto.

In un’intervista concessa a Bloomberg l’amministratore delegato Dennis Dijkstra ha dichiarato che “le persone sottovalutano le criptovalute”: è un fenomeno grosso e verrà regolamentato “molto presto”.

Gli operatori di mercato sono molto più professionali di quanto si pensi. Gli investitori istituzionali hanno manifestato un grande interesse, lo sappiamo perché stiamo ricevendo delle richieste” in questo senso.

Crypo si prestano a casi di abuso”

Le autorità di regolamentazione dei mercati olandesi non sono dello stesso parere, tuttavia. Una portavoce di AFM, Nienke Torensma, ha fatto sapere in un comunicato di “scoraggiare le attività legate alle crypto sia ai consumatori che ai professionisti dotati di una licenza di trading”.

Torensma osserva che “per via della novità e del potenziale anonimato che le critpovalute sono in grado di offrire, si prestano facilmente a casi di abuso”. Siccome l’autorità non crede che le monete virtuali rispondano alla funzionalità di valuta, al contrario di Flow Traders non le considerano al pari di una classe di asset.

Ma Flow Traders non è certo il solo istituto finanziario ad essersi tuffato nel settore. Banche del calibro della statunitense Goldman Sachs stanno per costituire dei desk di trading di asset digitali, mentre la britannica Barclays ha annunciato che offrirà servizi bancari a Coinbase, la popolare piattaforma di scambio di crypto californiana.

L’interesse degli speed trader per le crypto sta crescendo

Nonostante i ribassi subiti di recente sui mercati dal valore del bitcoin (-55% nel 2018) e dalle altre criptovalute a maggiore capitalizzazione, l’interesse degli investitori – piccoli e grandi – non è calato.

Anzi, proprio l’esagerata volatilità ha contribuito ad aumentare l’appeal delle crypto, dal momento che gli “speed trader” e gli speculatori prediligono i mercati con le oscillazioni di prezzo più forti.

La presenza di contratti legati alle crypto sui mercati CME e Cboe permette inoltre a Flow Traders di coprirsi dai rischi derivanti dalle sue attività di investimento nel settore.

Nello specifico, il gruppo olandese ha scambiato fondi ETF per un valore complessivo di 244 miliardi di euro nel primo trimestre. Di questi 143 miliardi sono passati di mano in Europa: sono cifre che rendono l’azienda il primo trader di titoli e fondi comuni.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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