Facebook ed Apple, i giganti del tech e la blockchain (parte 1)
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Facebook ed Apple, i giganti del tech e la blockchain (parte 1)

By Fabio Lugano - 19 Lug 2018

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Da qualche anno la sigla FAANG serve a indicare sui media, in particolare per quelli finanziari, alcune big della tecnologia sul web.

I cinque colossi sono Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, ora ridenominato Alphabet.

Sono loro i pesi massimi della tecnologia, con un ruolo notevole anche dal punto di vista borsistico. A queste società si affiancano poi gruppi del calibro di Microsoft, IBM e Oracle.

Queste grandi entità sono spesso viste in opposizione, per non dire in contrasto, con il mondo delle criptovalute.

Facebook, ad esempio, ha emesso un blocco alla pubblicità per criptovalute e ICO. Un ban solo recentemente, e parzialmente, revocato.

Google ancora blocca le inserzioni relative al mondo delle valute virtuali.

Ma nonostante un certo ostracismo verso l’ecosistema Crypto & Blockchain, in realtà queste big, alcune a viso aperto, altre sott’acqua, stanno creando gruppi di lavoro e mettendo insieme progetti relativi all’utilizzo della blockchain

La divisione Facebook

Iniziamo a considerare le iniziative di Facebook. La società di Menlo Park ha creato una nuova divisione, affidata a David Marcus, composta da una decina di tecnici, dedicata allo studio della blockchain e delle sue applicazioni.

Marcus è un ex responsabile di Messenger e ciò ha suggerito alcune speculazioni sulla finalità di questo gruppo di studio. In realtà, secondo Wired, l’investimento è una formula per coprirsi le spalle e segue la tradizione di investimenti fatti dal social con un’ottica non apparentemente logica, come quelli in Oculus VR o Whatsapp, per 21 miliardi di dollari complessivi

Difficilmente l’applicazione sarà relativa alla gestione dei dati personali, perché necessiterebbe di una rete dei blocchi privata, a garanzia dei dati degli utenti, un fatto che impedirebbe alla multinazionale qualsiasi forma di sfruttamento.

Potrebbe, semmai, avere una funzione di registrazione delle transazioni tra utenti e fra Facebook e gli utenti stessi.

Marcus intanto ha escluso in modo piuttosto categorico che ci sarà una coin di Facebook, mentre Messenger ha chiuso nel 2012 la sua applicazione Credits, creata nel 2009 e che avrebbe potuto essere una sorta di valuta interna.

Del resto, lo stesso Marcus proviene da Paypal e siede nel board di Coindesk, per cui, se decidesse di cambiare idea, avrebbe tutte le capacità tecniche per realizzare un sistema di pagamenti in tempi brevissimi.

Apple

Anche Apple sta lavorando intensamente sulla blockchain. A dicembre 2017 è stato reso pubblico un brevetto presentato dalla casa di Cupertino relativo all’applicazione della blockchain per la gestione dei timestamp.

I timestamp sono i dati temporali utilizzati nelle attività di elaborazione e sono alla base dei NTP, Network Time Protocol. I timestamps sono utilizzati dagli NTP per le seguenti funzioni:

  • Determinare i dati più recenti per gli acceleratori di network;
  • Determinazione temporale di attacchi hacker esterni e quindi valutare i dati intaccati;
  • Data backup, perchè senza i timestamp non si potrebbe determinare quali siano i dati da salvare o meno;
  • Gestione di rete
  • Sistemi di trading.

Questi dati sono di grande criticità. Il brevetto della Apple prevede che questi dati siano basati su una blockchain pubblica, quindi condivisi, dunque molto problematica da hackerare e corrompere.

Il progetto Apple potrebbe essere molto più avanzato di quanto comunemente ritenuto perchè i brevetti negli USA sono resi pubblici mesi dopo la loro presentazione e la casa di Cupertino avrebbe avuto tempo più che sufficiente per svilupparlo.

A breve la seconda puntata per approfondire i progetti blockchain del gruppo FAANG.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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