Felice Balsamo, “il parcheggio a Napoli si pagherà in crypto”
Criptovalute

Felice Balsamo, “il parcheggio a Napoli si pagherà in crypto”

By Fabio Carbone - 14 Nov 2018

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A pochi giorni dall’evento ‘Napoli blockchain city: tradizione e innovazione’, Cryptonomist ha intervistato Felice Balsamo, promotore del gruppo di studio comunale che dal 2017 sta lavorando per diffondere l’uso delle crypto nelle attività commerciali napoletane e della blockchain per garantire trasparenza negli atti amministrativi.

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Balsamo sarà anche uno dei relatori dell’evento del 22 novembre, organizzato da Startup Grind presso la Galleria Principe di Napoli.

A che punto è il progetto Napoli Blockchain?

Parlare di progetto è limitativo, sarebbe più appropriato definire creazione di un “modello Napoli”. Allo stato attuale i gruppi di lavoro stanno lavorando a tre progetti concreti. Sul versante trasparenza è già attiva la certificazione delle liste pubbliche degli aventi diritto alle cedole librarie su una blockchain.

Ciò vuol dire che l’elenco degli aventi diritto a tale agevolazione è resa immodificabile e trasparente per tutti. Per la prima volta sul sito di una pubblica amministrazione i file sono contrassegnati con una B (Blockchain).

Sul fronte votazioni/referendum cittadini siamo a buon punto, si stanno studiando alcune problematiche legate alla privacy ma a breve anche questa soluzione sarà testata.

Per i pagamenti in criptovalute presso le attività commerciali, stiamo formando i commercianti “test” che partecipano alla sperimentazione. Al momento ne abbiamo scelti 10 su oltre 120 richieste pervenute.

Il prossimo 15 dicembre dalle ore 9.30 al Castel dell’Ovo ci sarà la presentazione alla stampa dello stato dell’arte sui progetti e le linee guida che seguiremo nei prossimi mesi.

Oltre al nutrito gruppo di studiosi avete contatti con altre città come Cagliari. Sardex potrebbe sbarcare a Napoli ma su blockchain?

Abbiamo interesse anche verso Cagliari, siamo stati contattati da decine di sistemi analoghi al Sardex presenti in Italia e nel mondo. Stiamo studiando le soluzioni proposte tra le tante monete complementari proposte, tra cui interessanti soluzioni utilizzate in Costa Rica, Barcellona, ecc. Il gruppo di lavoro ha delineato per la nostra nuova moneta una compatibilità verso soluzioni affini al nostro progetto.

Al momento siamo nella fase 2: evangelizzazione di cittadini e delle attività commerciali verso le criptovalute e l’utilizzo di un token temporaneo che abbiamo chiamato TTS (Token Temporaneo di Sconto). Nella fase 3 che partirà dal 15 dicembre studieremo la migliore soluzione per la nuova criptomoneta e la compatibilità con le altre già presenti.

Tra i progetti il miglioramento della trasparenza degli atti amministrativi del comune di Napoli: quali i benefici per i cittadini?

Un esempio immediato e già pubblico è rappresentato dalla gestione delle cedole librarie. Senza entrare nel merito dal punto di vista tecnologico, l’informatizzazione del processo che abbiamo dovuto adottare per certificarle su una blockchain ci ha consentito di migliorare la privacy dei richiedenti e soprattutto ha evitato complessi sistemi di controllo riducendo i tempi di emissione, che da alcuni mesi è calcolata ora in giorni. E’ un primo esempio, ma altri sono pronti per essere utilizzati.

Napoli accetterà il pagamento delle tasse comunali in criptovalute? Quali pensate di accettare?

Stiamo facendo di più. Da un lato stiamo predisponendo la possibilità di poter pagare la sosta auto o il rinnovo di permessi residenti per i varchi ZTL in criptovaluta, stiamo lavorando anche sul pagamento dei biglietti, anche se qui il discorso è più complesso, ma stiamo lavorando per attivare con un bando pubblico la possibilità di poter accettare pagamenti in cripto presso il Maschio Angioino.

Il costo di 6 euro sarà possibile versarlo in una delle cripto più famose. Ma come dicevo stiamo facendo di più, per ogni comportamento virtuoso dei cittadini assegneremo un token che sarà accettato come buono sconto presso le attività commerciali di Napoli e provincia.

Ad esempio, se ho un abbonamento al trasporto pubblico, inquino meno e ottengo un premio di 2-5 token al mese, se smaltisco in modo corretto presso i centri di raccolta dei rifiuti comunali, guadagno altri token.

Questi token sono accettati come buoni sconto al valore di 1 euro nelle attività commerciali. Quindi non solo stiamo introducendo all’interno del complesso mondo della pubblica amministrazione un nuovo tipo di pagamento, ma stiamo introducendo anche un vantaggio economico per chi ha comportamenti virtuosi.

Altri token si ottengono in base al reddito, al numero di figli, ecc… sono allo studio queste forme.

Avremo una Napoli coin? Come pensate di finanziarla? I possessori riceveranno un incentivo se decidono di conservarla o se ne potrà fare il mining?

Nella fase di studio l’emissione di una criptovaluta che sia adatta alle esigenze di una grande realtà come la città metropolitana di Napoli, con oltre 3,5mln di residenti, tra le più popolose e giovani d’europa, sono state avanzate molte caratteristiche, anzi sono state analizzate tutte quelle attualmente disponibili.

Ma si è appurato che fino a quando non ci sarà una formazione e una diffusione sull’uso delle attuali criptovalute è prematuro fare scelte. La fase 2 prevede come detto la diffusione dei sistemi di pagamento, solo dopo aver raggiunto un buon numero di scambi, sarà possibile prendere delle decisioni su quella che definiamo fase 3 cioè rilascio di una apposita criptovaluta. Il gruppo di lavoro tra brevissimo riprenderà lo studio della fase 3 e proporrà soluzioni.

Per realizzare l’intero progetto, pensate al lancio di un ecosistema blockchain ad uso della città di Napoli, dove far coesistere servizi al cittadino, opportunità economiche, ecc., o sceglierete un sistema già esistente come può essere Ethereum?

Si, in questo momento si stanno utilizzando differenti soluzioni scollegate tra loro con Ethereum o soluzioni personalizzate e non open source, ma è in fase di test una soluzione realizzata su misura che consenta di poter gestire in una unica blockchain votazioni elettroniche, pagamenti, certificazione documenti e altro.

Anche se in modo embrionale sono in corso già piccoli sviluppi.

Come vi state muovendo nel vuoto normativo che in generale riguarda il settore blockchain? Quali difficoltà incontrate? Ma anche, in base all’esperienza maturata con il progetto, avete suggerimenti da indirizzare al Legislatore?

Abbiamo affrontato il principale problema rappresentato dalla novità della materia in una grande amministrazione come quella della città di Napoli. Blockchain e criptovalute erano termini complessi e sconosciuti. Oggi grazie anche alle soluzioni già in campo è più chiaro la sua utilità. Molto sta cambiando, grazie al bando MISE si avrà una accelerazione normativa ad oggi non esistente. Sapevamo delle lacune in materia normativa ed è per questo che nel gruppo di lavoro abbiamo voluto che esperti in materia legale, finanziaria, fossero presenti ai tavoli. Il principale problema da affrontare è quello normativo, non certo quello tecnologico. Ad esempio, il diritto all’oblio su una Blockchain non sappiamo come garantirlo.

Per la sua organicità si può parlare di un modello Napoli? Magari da esportare in altre città italiane?

Si, certo, evitiamo però ogni termine che riconduca alla città di Napoli, il nome come “Napoli Coin” non ci piace, così come “Partenio” o ogni altro termine strettamente legato alla città di Napoli.

Di fatto la provenienza dei tanti volontari e aderenti al progetto è variegata, non solo Italia ma anche collaborazioni estere. Possiamo dire che è un progetto nato a Napoli, ma non ha confini e siamo pronti nel diffonderla ovunque, cercando sempre nuove collaborazioni. Per questo teniamo costantemente aggiornata la pagina del progetto fin dai primi giorni qui: http://www.comune.napoli.it/blockchain

Fabio Carbone
Fabio Carbone

Writer freelance dal 2013 ha studiato informatica e filosofia ed anche un pizzico di sociologia. Nel 2016 ha scoperto la crypto economy e da allora scrive di blockchain e criptovalute, per approfondire un movimento che non è fatto solo di esperti matematici e crittografi, ma di gente che genera una nuova economia dal basso. Scrive dello stesso argomento su vari siti web di settore. Scrive di Industria 4.0 ed economia digitale in generale.

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