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USA: Il 29% dei freelance preferisce essere pagato in crypto
USA: Il 29% dei freelance preferisce essere pagato in crypto
Criptovalute

USA: Il 29% dei freelance preferisce essere pagato in crypto

By Adrian Zmudzinski - 9 Dic 2018

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Il 29% dei professionisti freelance residenti negli USA preferirebbe essere pagato parzialmente o solo in crypto, è questo il risultato di un sondaggio condotto da Humans.net, una piattaforma di recruiting.

Read this article in the English version here.

Il sondaggio ha interrogato 1.100 freelancer statunitensi e di questi il 18% ha dichiarato che vorrebbe essere pagata solo in crypto, mentre un altro 11% che vorrebbe essere pagato in criptovalute, ma solo parzialmente.

L’inefficienza delle transazioni tradizionali

La motivazione di questa preferenza è probabilmente da attribuire all’inefficienza e agli alti costi dei trasferimenti di denaro oltreoceano.

Infatti, i trasferimenti bancari all’estero comportano costi elevati, anche per i servizi più moderni come PayPal.

TransferWise, acclamato come il modo più efficiente per il trasferimento di denaro tra Stati Uniti ed Europa, è limitato in altri modi.

Ad esempio, non è possibile trasferire quantità oltre determinati limiti in Stati che esercitano molto controllo sulle transazioni estere, come la Corea del Sud, dove TransferWise è limitato a soli 1.000$ al giorno e 20.000$ al mese.

Alternative con meno limiti, come PayPal o Western Union, chiedono tra il 5 ed il 10% di imposta sul valore delle transazioni.

Ciò è ben diverso dalle maggiori criptovalute come bitcoin o ethereum, che possono permettere il trasferimento di milioni di dollari al costo di pochi dollari o centesimi.

Questo problema può essere risolto molto facilmente utilizzando le criptovalute come mezzo di pagamento.

Purtroppo l’adozione è ancora poco sviluppata per cui nella maggior parte dei casi occorre comunque cambiare le criptovalute in valuta locale per spenderle.

Detto questo, stable coin come DAI, Circle o Tether e le persone che non hanno accesso al sistema bancario tradizionale potrebbero indurre sviluppi interessanti nel prossimo futuro.

Un celebre esempio di come le criptovalute vengono utilizzate per snellire il costo delle transazioni internazionali rendendole più accessibili è BitPesa.

L’azienda in questione, infatti, offre trasferimenti internazionali con una imposta che varia dall’1 al 3%, un costo molto più basso rispetto a quello che si sostiene utilizzando un servizio come PayPal o Western Union.

Sono molti i vantaggi che potrebbero essere portati alla finanza ed all’economia attraverso l’implementazione delle criptovalute.

Per dimostrare questo potenziale basti menzionare un celebre trasferimento tramite bitcoin, una movimento di ben 194 milioni di dollari avvenuto con soli dieci centesimi di costo di transazione.

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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