Effettuato il primo atomic swap tra bitcoin e un token erc20
Effettuato il primo atomic swap tra bitcoin e un token erc20
Blockchain

Effettuato il primo atomic swap tra bitcoin e un token erc20

By Marco Cavicchioli - 13 Dic 2018

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Lo scorso 7 dicembre 2018 al TenX Summit, un gruppo di sviluppatori ha presentato il primo atomic swap tra un asset nativo di bitcoin ed un asset non nativo, ovvero il token ERC20 PAY di TenX.

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Un “asset non nativo” viene definito come un asset che non è la valuta di base della rete sulla quale è stato creato.

Sulla rete bitcoin non esistono ancora asset non nativi, mentre invece lo sono tutti i token ERC20 basati sulla rete Ethereum.

Per questo non era mai stato effettuato prima un atomic swap tra bitcoin ed un token ERC20: sebbene fosse teoricamente possibile non era di facile realizzazione, come invece può esserlo ad esempio uno scambio trustless tra token ERC20 ed ETH.

Ad averlo effettuato è CoBloX, un laboratorio di ricerca e sviluppo di TenX, che ha dimostrato al pubblico del summit di aver utilizzato Lightning Network ed il loro software proprietario COMIT per scambiare 10 PAY in cambio di 71.240 satoshi.

Il 12 dicembre è stato anche pubblicato sul loro blog ufficiale un post che chiarisce meglio le dinamiche del processo.

Il tutto è avvenuto grazie ad uno smart contract monouso, facile da creare tra asset nativi (come ad esempio ETH e BTC), ma tutt’altro che semplice per i token erc-20 che sono gestiti da appositi smart contract che devono essere invocati per trasferire la proprietà dei token stessi.

Tuttavia per ora sono stati in grado di eseguirlo da ERC20 a Lightning, ma non viceversa, ed è per questo che Lightning non farà parte del rilascio open source del software di COMIT.

Questo significa che bisognerà ancora attendere un po’ prima che questa tecnologia possa diventare di uso comune, perché le limitazioni dovute alla mancanza di bidirezionalità potrebbero non consentirne ad oggi molti usi.

Ad esempio, gli atomic swap tra asset nativi ed asset non nativi potrebbero essere molto utili agli exchange decentralizzati (i cosiddetti DEX), perchè consentono per l’appunto scambi trustless non solo tra asset nativi, come ad esempio BTC e ETH, ma anche con asset non nativi come i token ERC20.

Un vero exchange decentralizzato, infatti, non dovrebbe essere basato su alcuna piattaforma centralizzata, e dovrebbe quindi garantire scambi trustless con qualsiasi tipo di asset.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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