Quotazioni criptovalute 2018: un anno fa scoppiava la “bolla speculativa”
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Quotazioni criptovalute 2018: un anno fa scoppiava la “bolla speculativa”

By Andrea Ferrari - 8 Gen 2019

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La capitalizzazione di mercato delle criptovalute raggiunse la cifra record di 835,7 miliardi di dollari il 7 gennaio 2018 alle 11:17 UTC. Da quel momento s’innescò un calo delle quotazioni delle criptovalute che, stando alle cifre odierne, è vicino all’84%, facendo pensare allo scoppio di una bolla speculativa.

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Per dare un’idea della grandezza del mercato di un anno fa, il valore aggregato delle criptovalute in circolazione rivaleggiava con l’offerta di moneta M1 della Corea del Sud, l’undicesima economia del pianeta.

Per alcuni fu lo scoppio di una vera e propria bolla delle crypto, basti pensare che la capitalizzazione attuale dell’intero mercato crypto, attorno ai 136 miliardi di dollari, è inferiore al market cap di XRP che, ad inizio gennaio 2018, superava i 149 miliardi di dollari.

Il calo dell’intero settore crypto arrivò con un ritardo di settimane rispetto alla discesa delle quotazioni di bitcoin, ciò fa dedurre che quei capitali passarono dalla criptovaluta principale alle altcoin per poi uscire dall’ecosistema innescando così una classica dinamica di bear market.

A un anno di distanza, le altcoin principali più colpite dal calo delle quotazioni sono NEM che ha perso il 97% del proprio valore, Bitcoin Cash, Cardano e NEO che son calate del 96%, Zcash il 94%, litecoin e monero che han perso il 90%.

Tuttavia, il calo delle quotazioni delle criptovalute non ha impedito all’intero settore di fare progressi importanti sotto vari aspetti: Lightning Network continua ad evolversi in maniera rilevante, vi è una maggiore attenzione riguardo le ICO, sia con un approccio più obiettivo e razionale verso i progetti sia con una maggiore tutela delle persone dal rischio scam.

Inoltre, nonostante la scoppio della cosiddetta bolla di bitcoin, il lavoro degli sviluppatori continua a migliorare le infrastrutture tecniche dei vari progetti e anche per quello che riguarda l’andamento delle quotazioni, il probabile ingresso degli investitori istituzionali, grazie anche a strumenti finanziari dedicati, porterà probabilmente a una maggiore maturità nel mercato oltre che alla fine del bear market con rialzi dei valori delle crypto.

Oltre a ciò, i progetti legati a blockchain, pur persistendo un’alta componente di hype a fini di marketing, continuano a crescere per rilevanza, sia da un punto di vista industriale che di attenzione da parte dei policy maker.

In definitiva, il 2018, pur con un calo così importante delle quotazioni delle crypto, non è stato certo un anno buttato per l’intero settore.

Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

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