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Ripple Vs JPM Coin. Una vera competizione?
Ripple Vs JPM Coin. Una vera competizione?
Criptovalute

Ripple Vs JPM Coin. Una vera competizione?

By Fabio Lugano - 20 Feb 2019

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Ripple vs JPM Coin, chi vincerà? Questa è la domanda che da un paio di settimane sta facendo il giro del mondo dopo che la banca JP Morgan ha lanciato la sua crypto.

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JPM Coin verrà utilizzato prima ad un livello sperimentale per i pagamenti interni wholesale, cioè fra gestori di grandi volumi di incassi e di pagamenti, come ad esempio enti pubblici, aziende della distribuzione commerciale e così via.

Nulla però vieta che il sistema, testato internamente, venga poi applicato anche nei rapporti con altre banche, diventando quindi un sistema di regolazione delle partite a livello interbancario.

A questo punto non si tratterebbe più soltanto di un’evoluzione interna, ma si entrerebbe nel complesso mercato delle innovazioni digitali ai servizi di pagamento.

Il token diventerebbe una rappresentazione digitale del dollaro o di un’altra valuta di conto, ponendo, tra l’altro, una serie di problemi di riserva frazionaria che nessuno, attualmente, ha ancora considerato. Inoltre viene a mettersi in concorrenza con i vari sistemi di pagamenti elettronici istantanei senza blockchain che si sono sviluppati negli ultimi 20 anni

Con questa scelta però JPM Coin si pone come diretta alternativa a Ripple ed al servizio di pagamento che questa società offre con XRP. Quale dei due competitor potrà vincere sul mercato dei servizi?

Ripple vs JPM Coin

Prima di tutto dobbiamo sottolineare che non sono stati rilasciati molti particolari di carattere tecnico da parte di JP Morgan, ma sappiamo che l’istituto bancario americano lavora allo sviluppo della blockchain da lungo tempo con il progetto Quorum, un’iniziativa che si presenta attualmente come un fork di go-Ethereum però privata.

Come fork di go-ethereum, JP morgan ha ereditato tutto il lavoro fatto da go-ethereum e quindi al progetto risultano aver collaborato oltre 300 sviluppatori, e l’evoluazione dei lavori mostra un forte interesse da parte della banca nel progetto a cavallo del 2015-16.

Non sappiamo se i risultati siano stati spostati nella nuova JPM Coin che, in questo caso, dovrebbe presentarsi come un upgrade di Quorum, con cui la unica differenza sembra essere la proof of work usata per il mining: mentre go ethereum usa la PoW, Quorum usa RAFT.

Il team di Quorum dichiara che la loro blockchain può portare fino a centinaia di transazioni al secondo, mentre quella di Ripple riesce a portare 1500. Se le caratteristiche di JPM Coin avessero preso come base quelle di Quorum potrebbero essere molto inferiori a quelle di XRP, anche se, purtroppo, non siamo a conoscenza  esattamente delle tecnicalità di JPM Coin.

Del resto XRP nasce con la finalità di sostenere transazioni di pagamento internazionali, mentre ETH nasceva per gli smart contract.

Comunque, la partita sull’adozione di JPM Coin o Ripple nel sistema bancario verrà giocata soprattutto sulla base dei rapporti con il sistema bancario ed in questo settore la banca americana parte enormemente avvantaggiata.

JP Morgan ha quasi trecento anni di storia, si è sviluppata dalla fine del XVIII secolo ed è stata quasi da subito una banca internazionale.

Attualmente è la sesta banca al mondo, la prima banca USA con 2530 miliardi di dollari in attivo, 256mila dipendenti, filiali in quasi ogni Paese del mondo e relazioni strettissime con tutto il sistema bancario per cui svolge anche attività di consulenza in operazioni di riorganizzazione o di M&A.

Uno standard operativo imposto da JP Morgan con JPM Coin avrebbe un’immediata applicazione se non altro nella sua estesa rete di banche corrispondenti.

A questo punto per Ripple rimarrebbe solo la possibilità di collaborazione con qualche concorrente anch’egli peso massimo che non volesse utilizzare lo standard USA per motivi di concorrenza o politici, ma non sarebbe comunque una semplice introduzione.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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