15 nazioni avranno un sistema di monitoraggio per criptovalute
Regolamentazione

15 nazioni avranno un sistema di monitoraggio per criptovalute

By Emanuele Pagliari - 9 Ago 2019

Chevron down

Secondo la Nikkei Asian Review, ben 15 nazioni in collaborazione con la Financial Action Task Force (FATF) hanno intenzione di istituire un sistema di monitoraggio per criptovalute, in particolare per le transazioni eseguite sulle principali monete digitali.

L’obiettivo è quello di arginare il movimento di fondi per scopi illeciti, fra cui il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, raccogliendo e condividendo i dati sulle transazioni, così come le informazioni personali degli utenti delle criptovalute.

Un sistema contro il riciclaggio delle criptovalute

Il FATF, l’organismo internazionale dedicato al controllo del riciclaggio di denaro sporco, si dovrebbe occupare della gestione e realizzazione del progetto, che dovrebbe venir definito entro fine anno e prendere vita nel corso dei prossimi anni.

Le nazioni partecipanti comprendono i membri del G7, l’Australia e Singapore. Essi si dovrebbero occupare dello sviluppo del sistema di monitoraggio per criptovalute, secondo quanto riporta il Nikkei.

Lo scorso giugno, il FATF ha emesso alcuni nuove regole inerenti la regolamentazione nel settore delle criptovalute, stabilendo che i 30 Paesi membri devono fornire regole ben precise e definite per i fornitori di servizi legati alle criptovalute, tra cui l’obbligo di monitorare e segnalare le transazioni sospette e condividere i dati sugli utenti degli exchange.

Le nazioni del G7, inoltre, hanno anche comunicato che le criptovalute – in particolare Libra di Facebook – possono essere una minaccia alla stabilità finanziaria globale e che sono necessarie regole più ferree per limitare l’uso delle valute digitali nel riciclaggio di denaro e nel finanziamento del terrorismo.

Rhode Island regolerà le crypto a partire dal gennaio

Tra le altre novità nell’ambito della regolamentazione, Rhode Island si è appena aggiunto alla lista degli stati degli Stati Uniti d’America ad introdurre una regolamentazione specifica per le criptovalute.

Secondo un rapporto pubblicato il 5 agosto da Alston and Bird, uno studio legale internazionale, qualsiasi attività commerciale che accetta, effettua transazioni oppure detiene il controllo di alcune criptovalute, rientrerà sotto un’apposita legge che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2020.

Anche in questo caso la motivazione che ha spinto a questa scelta è da imputare alle normative antiriciclaggio, ritenute ormai necessarie anche nel settore delle criptovalute.

Molti dei requisiti introdotti dalla legge sono un riadattamento della legislazione vigente in materia dei trasferimenti di denaro nello Stato.

La novità consiste nel fatto che l’azienda deve mantenere le criptovalute in natura e quantità pari all’importo che viene trasmesso dai clienti.

Inoltre, nelle fatture le criptovalute dovranno “essere definite come una rappresentazione digitale del valore che viene utilizzata come mezzo di scambio, unità di conto o riserva di valore ma che non ha corso legale.”

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.