Libra, la Francia contro la stablecoin di Facebook
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Libra, la Francia contro la stablecoin di Facebook

By Marco Cavicchioli - 12 Set 2019

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La Francia si rifiuta di consentire lo sviluppo di Libra, la stablecoin di Facebook, sul suolo europeo. 

Questo è quanto dichiarato dal ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, e riportato da France24, in occasione dell’apertura di una conferenza dell’OCSE sulle sfide aperte dalla tecnologia delle criptovalute.

Il ministro ha dichiarato: 

“Voglio dirlo con grande chiarezza: in queste circostanze, non possiamo permettere lo sviluppo di Libra sul suolo europeo”. 

Secondo Le Maire il problema sarebbe che la stablecoin di Facebook metterebbe in pericolo la sovranità monetaria degli Stati, e potrebbe indurre rischi sistemici dovuti alla privatizzazione di una valuta, detenuta da un singolo attore che ha oltre 2 miliardi di utenti sul pianeta. Inoltre secondo il ministro francese Libra potrebbe anche sostituire le valute nazionali in quegli Stati in cui la moneta è debole o sta sperimentando una forte svalutazione.

Le Maire ha aggiunto: 

“Qualsiasi fallimento nel funzionamento di questa valuta, nella gestione delle sue riserve potrebbe creare notevoli disordini finanziari”. 

Il ministro aveva già espresso precedentemente i suoi forti dubbi riguardo il progetto di Facebook, non nascondendo il timore che potesse sfuggire al controllo statale riguardo i possibili finanziamenti al terrorismo.

Le Maire disse: 

“Non vedo perché da anni prestiamo così tanta attenzione a evitare qualsiasi uso di denaro per il riciclaggio, e nei confronti della lotta contro il finanziamento del terrorismo, mentre una valuta digitale come libra sfuggirebbe a questi obblighi”. 

Queste dichiarazioni per certi versi appaiono in contrasto con quelle riportate ieri dalla Finma svizzera, che aveva sottolineato gli eventuali rischi ma senza far in alcun modo presupporre che potesse impedirne lo sviluppo sul suolo svizzero. 

Questo approccio è stato confermato dallo stesso direttore della Finma, Mark Branson, che in un’intervista ha dichiarato: 

“Come regolatore, non è nostro compito facilitare o rendere impossibili tali progetti. Dobbiamo spiegare e applicare le regole esistenti. Tuttavia, sorge spontanea la domanda su quale tipo di centro finanziario la Svizzera desideri. Se vuoi un grande centro finanziario, attira le grandi istituzioni e attira l’attenzione. Ciò comporta anche rischi.
L’alta finanza può comportare rischi per la reputazione. Questo è vero ovunque nel mondo. Ma faccio fatica a pensare che la Svizzera dovrebbe diventare un centro finanziario di seconda categoria solo per evitare tali rischi”. 

Inoltre ha aggiunto che secondo lui le criptovalute sono una sfida per la lotta al riciclaggio di denaro, ma che l’approccio della Finma mira a regolare il settore in termini di riciclaggio di denaro come nel mondo finanziario convenzionale, con requisiti tra i più severi al mondo. 

Pertanto Francia e Svizzera paiono avere idee differenti riguardo la stablecoin di Facebook. Le dichiarazioni del ministro Le Maire sembrano soffrire di un eccesso di timore nei confronti dell’innovazione disruptive in ambito finanziario, mentre quelle di Branson appaiono più razionali e possibiliste.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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