La blockchain nel futuro dell’industria fashion
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La blockchain nel futuro dell’industria fashion

By Vincenzo Cacioppoli - 7 Ott 2019

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Per 6 millennial su 10 lo shopping in tema di fashion sarà sempre più influenzato dall’impatto delle nuove tecnologie, blockchain inclusa: oltre la metà di questa fascia della popolazione, tecnologicamente matura e con un ruolo sempre più importante nell’industria fashion, dichiara di apprezzare servizi come i negozi self-service (58%),  l’assistenza vocale (50%) e la realtà aumentata (65%). Circa 1 su 3, inoltre, aumenterebbe i propri acquisti del 50%, sia in negozio sia online, grazie a questi nuovi strumenti e metodi di pagamento innovativi. 

A tracciare questo quadro è la terza edizione del Lanieri Fashion Tech Insights 2018, il report annuale sui nuovi trend tecnologici del mondo della moda, realizzato dall’Istituto Piepoli per Lanieri, e-commerce di abiti maschili su misura Made in Italy.

Un italiano su 5 (21%) ha un approccio omnicanale in fatto di acquisti di moda, distribuendo equamente il proprio shopping tra web e boutique. A preferire un approccio integrato sono soprattutto i millennial, che dimostrano performance più elevate rispetto alla media del campione: 1 su 3 (31%), infatti, acquista abitualmente sia in store sia sul web. 

Il negozio tradizionale non risulta comunque sconfitto dalle strategie omnichannel dei brand: il 42% degli intervistati dichiara di effettuare qui la totalità dei propri acquisti di moda; infatti, se solo il 17% dei più giovani lo sceglie in esclusiva, nel target di età superiore ai 54 anni la percentuale sale al 69%. 

Il 38% degli italiani dichiara di gradire un punto vendita dove acquistare in autonomia tramite il proprio smartphone senza l’ausilio di commessi e cassieri, mentre oltre la metà degli intervistati aumenterebbe i propri acquisti se potesse accedere a un punto vendita del genere. Ma per il restante 49% il ruolo dell’addetto alle vendite sembra restare fondamentale, tanto che questa parte del campione non farebbe acquisti in un negozio senza poter contare sulla sua competenza.

Un concept store di questo tipo attrae soprattutto il cluster più consapevole sia dal punto di vista tecnologico sia per coscienza fashion, i millennial. Il 58% di loro, infatti, farebbe volentieri shopping in un negozio senza casse e addetti alle vendite: ben 1 su 3 aumenterebbe i propri acquisti del 50% grazie a questa tecnologia. Molti poi quelli, soprattutto fra i millennial ( 60%), che vedrebbero con grande favore l’introduzione del riconoscimento facciale per fare acquisti.

E per quanto riguarda i metodi di pagamento? Anche qui le risultanze uscite fuori dal sondaggio appaiono assai interessanti per capire tendenze e possibilità da sfruttare dell’industria del fashion in genere. Innanzitutto il tema della blockchain, anche se per ora riguarda una nicchia nel mondo degli online shopper italiani. 

La blockchain nell’industria del fashion

Ben il 79% degli italiani dichiara di non possederle e di non esserne interessato. Ma le possibilità che possano un giorno avere un impatto importante sulle abitudini di acquisto nel mercato del lusso e della moda di alto profilo sono buone. Un millennial su 10, infatti, aumenterebbe i propri acquisti fashion sul web se potesse pagare con bitcoin

La diffusione di metodi di mobile payment innovativi invece accrescerebbe in modo considerevole la propensione all’acquisto per metà del campione intervistato: in particolare, circa 1 italiano su 10 aumenterebbe i suoi  acquisti del 75% e 1 su 5 incrementerebbe lo shopping del 50%. 

Ancora una volta, a pesare è la fascia dei millennial: ben 1 su 3, ad esempio, aumenterebbe i propri acquisti del 50% se potesse utilizzare questi strumenti. Infine tema importante soprattutto per quanto riguarda l’ecommerce è sicuramente quello della privacy. 

La metà degli italiani, infatti, non utilizzerebbe per esempio tecnologie come il riconoscimento facciale perché preoccupato di condividere i propri dati. 1 italiano su 5 ha indicato una maggiore protezione dei dati al momento del pagamento online (21% del campione) e la garanzia che i dati personali non siano condivisi a terzi senza il proprio consenso (19%).

Vincenzo Cacioppoli
Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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