Bitfinex risponde alle accuse di manipolazione di bitcoin con Tether
Bitfinex risponde alle accuse di manipolazione di bitcoin con Tether
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Bitfinex risponde alle accuse di manipolazione di bitcoin con Tether

By Marco Cavicchioli - 5 Nov 2019

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Il CTO di Bitfinex, Paolo Ardoino, ha risposto su Twitter alle accuse di manipolazione del mercato di bitcoin con Tether dollar nel 2017. 

Le accuse provengono da uno studio dei professori John Griffin, della University of Texas, e Amin Shams, della Ohio State University. 

Lo studio circola già da diverso tempo, e sostiene che la bolla di fine 2017 sia stata causata da una singola balena che avrebbe manipolato il prezzo di bitcoin su Bitfinex utilizzando Tether, ovvero acquistando in grande quantità BTC con USDT quando il prezzo scendeva. 

Secondo gli accusati lo studio è fondamentalmente inaffidabile, perché basato su set di dati troppo ristretti, e non sarebbe nemmeno imparziale. 

Il General Counsel di Tether, Stuart Hoegner, aveva già avuto modo di dichiarare: 

“Questo è un palese tentativo di usare la parvenza del mondo accademico per guadagnare denaro. Aggiornamenti o meno, l’articolo manca di rigore accademico”. 

Ardoino ha fatto notare che l’ipotesi dell’inaffidabilità dello studio sembra essere condivisa da gran parte della community crypto su Twitter. 

“È chiaro che CryptoTwitter ha deciso che il nuovo documento che è stato pubblicato contro Bitfinex, Tether  e soprattutto Bitcoin, sia pura assurdità, pieno di errori di base. Sarebbe bello vedere articoli che spiegano quanto sia sbagliato quel documento, almeno per i posteri”. 

In effetti nonostante sui media mainstream lo studio di Griffin e Shams abbia avuto molta eco, la community crypto di Twitter lo ha accolto con molta freddezza, mettendolo in discussione anche semplicemente per esperienza diretta. 

Molti appartenenti alla comunità crypto infatti nel 2017 erano attivi sui mercati delle criptovalute, e ricordano personalmente l’incredibile hype che ha generato la bolla. La storia raccontata dai due professori appare quasi ridicola se confrontata con la realtà di quei mesi, quando milioni di persone si riversarono sui mercati crypto in tutto il mondo a causa della FOMO che si era diffusa rapidamente ed a macchia d’olio. 

Inoltre, c’è anche chi ha fatto notare che ogni volta che il prezzo di bitcoin sale molto ed in poco tempo qualcuno tira fuori la storia della manipolazione dei mercati, e che quindi questa non solo non è la prima volta che accade, ma probabilmente non sarà nemmeno l’ultima. 

Altri fanno notare che i volumi di scambio BTC/USDT sono comunque quasi sempre stati sostenuti, non solamente durante la seconda metà del 2017, altri addirittura sostengono che notizie come questa vadano considerate bullish. 

A tutto ciò va aggiunto il commento di un analista di VanEck, Gabor Gurbacs, che confuta alla base lo studio sostenendo che gli autori non abbiano proprio compreso la struttura stessa del mercato di bitcoin. Secondo Gurbacs invece la corsa del prezzo di BTC del 2017 sarebbe stata “organica”. 

“Continuo ad essere deluso dagli accademici in carriera che non riescono a comprendere le basi della struttura del mercato di bitcoin e delle criptovalute, ed i fondamenti di causa ed effetto. L’aumento del Tether è il risultato della crescita organica di bitcoin e della domanda di criptovalute in periodi di iper-crescita”. 

Non è un caso che il diffondersi dell’ipotesi di una singola balena che abbia manipolato il prezzo di bitcoin non sia stata in grado di indebolirne il valore, dato che la comunità crypto ha accolto questa ipotesi con estrema freddezza, se non con fastidio o addirittura disgusto, in alcuni casi. In altre parole chi ha investito in criptovalute non ha dato credito a questa ipotesi, considerandola non degna di attenzione.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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