Intervista Revolut: “Le crypto di oggi sono come Internet negli anni ‘90″
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Intervista Revolut: “Le crypto di oggi sono come Internet negli anni ‘90″

By Francesco Redaelli - 1 Dic 2019

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Dopo numerose news importanti annunciate da Revolut nell’ultimo periodo come per esempio la raccolta di fondi per Save the Children e la partnership con Mastercard, The Cryptonomist ha avuto il piacere di fare un’intervista con Elena Lavezzi, responsabile per il Sud Europa per una delle aziende fintech più importanti del settore.

Rompiamo il ghiaccio con la tua storia di donna manager del Made In Italy. Hai lavorato per ben 3 Unicorni, partendo da Uber in Italia, poi in Circle a Londra, ed oggi Revolut alla guida del Sud Europa. 

Dopo la laurea in economia in Bocconi e un Master in Marketing presso la ESCP Europe ottenuto tra Parigi e Londra, ho lavorato come Marketing Manager in Uber per quattro anni, dove ho aperto il mercato italiano e successivamente supportato lo sviluppo e la crescita dell’azienda anche in India. 

Nel 2016 ho iniziato a lavorare nel settore fintech guidando il lancio di Circle in Italia e ricoprendo in seguito diversi ruoli a livello internazionale, fino a diventare Director Go-To-Market Retail Europe. 

Nel 2019 sono entrata in Revolut come responsabile per il Sud Europa, dove la mia priorità è quella di creare e gestire i team locali e guidare la crescita della base utenti nella regione. 

Abbiamo visto nell’ultimo anno un netto cambiamento e una crescita molto forte di Revolut come player di mercato, considerando anche la recente apertura in Asia a Singapore e l’arrivo dell’accordo con VISA per superare oltre 5000 risorse umane: quali altri obiettivi si sta ponendo l’azienda? 

Il nostro obiettivo principale è creare la prima vera piattaforma finanziaria digitale a livello globale. Ciò significa che qualunque persona sarà in grado di aprire un conto Revolut dal proprio smartphone, in ogni momento e ovunque si trovi, in pochissimi minuti. 

Per farlo abbiamo annunciato un importante accordo con Visa che ci permetterà di lanciare in oltre 20 nuovi mercati distribuiti in cinque nuove regioni, per raggiungere un totale di 55 Paesi a livello globale. Inoltre, abbiamo una partnership con Mastercard per il lancio di carte Revolut negli Stati Uniti e in altri mercati di Asia Pacifico e America Latina. 

Inoltre, stiamo lavorando a un progetto dedicato a bambini e ragazzi che vedrà il lancio di un prodotto a loro dedicato, con l’obiettivo di aiutarli ad apprendere come gestire le proprie finanze, poco a poco, tramite il supporto dei genitori, i quali potranno controllare le spese, aiutarli a spendere in modo saggio e a mettere da parte del denaro. E vogliamo rendere Revolut Youth disponibile in tutto il mondo, proprio come Revolut. 

Quando parliamo di innovazione e fintech, spesso i player si concentrano molto su aree industrializzate e già sviluppate, ma se pensiamo al fintech come una porta di accesso ad una finanza più distribuita non possiamo non guardare ad aree meno sviluppate. Come si comporta Revolut nel prendere piede in mercati in via di sviluppo o sottosviluppati tra cui il secondo e terzo mondo? 

Per il momento Revolut è disponibile in Europa, Australia e Singapore, e a breve lanceremo in USA, Canada e Giappone. Dopo questi mercati nella nostra roadmap ce ne sono altri emergenti che per diverse ragioni rappresentano delle destinazioni interessanti per il business. 

Dietro ogni lancio che facciamo c’è sicuramente uno studio approfondito del mercato che va ad analizzare diversi aspetti: lo scenario competitivo e la predisposizione culturale ai pagamenti elettronici, l’infrastruttura, la penetrazione mobile, la normativa locale e molto altro. 

La parte fondamentale viene poi svolta dai team locali che hanno le giuste conoscenze e l’esperienza che ci serve per entrare in quel mercato in modo efficace e sviluppare il prodotto in maniera corretta in base alle sue peculiarità specifiche. 

Come vedi l’evoluzione della finanza e del fintech? 

Col tempo i consumatori cercano un’esperienza migliore e più rapida. Non hanno più bisogno di avere diverse app sul proprio smartphone per la gestione delle proprie finanze, preferiscono effettuare le operazioni da una singola app ed essere sicuri di ottenere la migliore qualitá ed esperienza d’uso. 

Revolut sta creando una piattaforma finanziaria unica che permetta agli utenti di gestire e monitorare le proprie spese quotidiane, cambiare il proprio denaro in valute differenti, usufruire di un’assicurazione, investire in cripto e borsa e molto altro da un’unica app. Inoltre, in futuro, grazie alla PSD2 vedremo una maggiore integrazione tra diversi servizi finanziari e il concretizzarsi dell’Open Banking grazie alle API. 

Ciò significa che i conti degli utenti, l’account Revolut e qualsiasi altro servizio finanziario potranno comunicare tra loro per offrire all’utente funzioni più complete, una user experience più snella e un ridimensionamento dei costi, tutto per offrire al consumatore ulteriore scelta e servizi migliori. 

A volte Revolut viene criticata perché centralizza troppo la gestione degli asset crypto non aprendo i propri gateway verso l’esterno come altre aziende competitor quali Wirex o eToro. In casa Revolut lo vedete come un punto di forza, di debolezza o di diversificazione dato che principalmente vi rivolgete ad un’audience più “tradizionalista”? 

In realtà lo definirei un punto di democratizzazione proprio perché ci rivolgiamo a un pubblico più tradizionale. Crediamo che le crypto di oggi siano come Internet negli anni ‘90 che aveva un grande potenziale, ma era difficile da utilizzare. 

Con l’arrivo dei browser la potenza del mezzo è esplosa e sono arrivate tutte quelle piattaforme che conosciamo, da Google a AirBnB a Uber, solo per citarne alcune. Con le crypto, il primo passo necessario è farle diventare user friendly ed è esattamente questo che noi di Revolut abbiamo voluto fare, rendendole accessibili a tutti in modo semplice, che è poi quello che vogliamo fare più in generale con la nostra app, ovvero rendere la gestione delle proprie finanze semplice e immediata tramite smartphone. 

Chi vuole avvicinarsi al mondo crypto può farlo in modo facile tramite Revolut, chi poi vorrà utilizzarle in modo più approfondito, vorrà probabilmente utilizzare piattaforme specializzate che si rivolgono a investitori esperti.

Francesco Redaelli
Francesco Redaelli

Nel 2014 scopre e lancia Ludovica Pagani, una delle più note influencer emergenti nel panorama italiano attuale. Oltre ad essere Co-Founder di Crypto Coinference, il più importante evento blockchain italiano, Francesco Redaelli è anche Marketing Manager di Aidcoin, progetto nato dall’ICO lanciata da CharityStars che ha raccolto oltre 16 milioni di dollari e opera come Campaign Success Manager in Two Hundred, piattaforma di equity crowdfunding per PMI e Startup Innovative. E’ stato Presidente ed è Co-Founder di Koinsquare, la principale community italiana nel mondo blockchain e collabora attivamente in varie startup come Advisor per il fundrasing di capitali di rischio tramite canali tradizionali e su blockchain, con all’attivo un raccolto totale di oltre 40 milioni di dollari. Scrive come Contributor su Irish Tech News e CryptoCoin News, è stato intervistato da Simon Cocking e ripreso anche da altre testate giornalistiche tra cui Il Fatto Quotidiano, StartupItalia e Cointelegraph.

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