2019, l’anno nero di Ripple (XRP)
2019, l’anno nero di Ripple (XRP)
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2019, l’anno nero di Ripple (XRP)

By Federico Izzi - 25 Dic 2019

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Ripple (XRP) si avvia alla fine del 2019 chiudendo la terza raccolta di finanziamenti pochi giorni fa, il 20 di dicembre, che ha portato nelle casse della blockchain di Ripple oltre 200 milioni di dollari. Ciò porta la valutazione complessiva di Ripple a 10 miliardi di dollari.

Ripple va a concludere un anno che la vede molto attiva nella raccolta di finanziamenti con ulteriori partnership e acquisizioni di società leader dei pagamenti ma ciò non è stato scontato positivamente dal mercato.

Il 2019 è infatti per XRP il secondo anno consecutivo al ribasso. È una tra le peggiori performance tra le big. Ripple, al 23 dicembre, vede il valore del token perdere le quotazioni oltre il 45%, dal primo gennaio. Peggio di Ripple fa solamente Stellar (XLM) con una discesa di oltre il 60%, così come IOTA e Dash perdono il 50% dall’inizio dell’anno.

Per Ripple è stato un anno importante che era iniziato positivamente. A gennaio e febbraio XRP aveva scavalcato Ethereum per capitalizzazione totale, riconquistando il secondo posto in classifica generale alle spalle di Bitcoin, evento che non accadeva dal 2015. 

È stato l’anno che ha visto concludersi l’acquisizione in Ripple sia del colosso dei trasferimenti transfrontalieri, MoneyGram, e anche con l’entrata in RippleNet della terza società analoga, utilizzata nel mercato americano e asiatico, Real Money Transfer, consociata di Euronet World Wide che opera in oltre 150 paesi del mondo. 

Queste due partecipazioni da parte di Ripple non sono state scontate dal mercato in modo positivo. Ripple, infatti, ha toccato i massimi a giugno quando ha superato i 50 centesimi di dollaro, che non toccava dalla fine 2018. Poi in tutto il secondo semestre, il valore di Ripple è sceso in una tendenza ribassista che a metà dicembre 2019 l’ha portata sotto i 18 centesimi di dollaro, a 0,1728 dollari, quotazioni che Ripple non registrava dalla fine di novembre e inizio dicembre 2017, facendo perdere dai massimi di fine giugno oltre il 65% del proprio valore. 

Grafico XRP by Tradingview

Se andiamo a prendere a riferimento i top di inizio di 2018, quando il token di Ripple ha segnato il massimo storico assoluto a 3,3 dollari, la debacle di XRP da quei livelli ai minimi di pochi giorni fa segna una perdita che si spinge oltre il 94%, relegandola tra i peggiori ribassi delle big. Ripple è in linea con Stellar che perde analogamente il 95% dai massimi del 2018. 

Fa peggio solamente Cardano con una perdita del 97% e Bitcoin Cash che perde pochi decimali in più con una discesa ad oggi del 95%.

Per Ripple si conclude un 2019 fatto di ambizioni che come più volte espresso dal CEO della fondazione Ripple, mirano a prendere il posto e a sostituire la rete di pagamenti Swift. Questo però va a scontrarsi anche con un deciso aumento e una decisa adozione da parte delle stablecoin.

Ripple essendo un token che si rivolge alle istituzioni finanziarie per eseguire trasferimenti transfrontalieri in tempo reale e con bassissime commissioni (una transazione Ripple costa meno di un centesimo di dollaro), entra in competizione con l’emissione di nuove stablecoin, che ad oggi sono un centinaio e che vedono colossi finanziari come JP Morgan o Goldman Sachs ambire ad emettere la propria stablecoin anziché utilizzare Ripple o altre criptovalute. 

CIò mette in sofferenza Ripple che nel corso del 2019 ha visto un miglioramento della propria rete, separando RippleNet, xRapid e xPring. xRapid, oltre ad essere un mezzo di trasferimento di valore immediato, è un mezzo di comunicazione istantanea tra i vari istituti finanziari e bancari. 

Il 2019 ha registrato un aumento delle società che hanno concluso accordi della rete RippleNet, da 200 si è passati a circa 300 enti. Ciò ha portato a un forte aumento delle transazioni finanziarie con l’utilizzo di XRP. Il secondo semestre che sta per concludersi ha registrato al contrario una contrazione delle transazioni giornaliere nonostante l’aumento degli accordi presi tra diverse società nell’ambito finanziario per l’utilizzo e l’adozione di XRP. 

Ripple inizierà il 2020 con aspettative importanti e con l’ambizione di recuperare anche la fiducia che nel corso del 2019 è venuta a mancare anche per molti sostenitori del token XRP. La scorsa estate la forte perdita di valore del token ha spinto alcuni maggiori detentori di XRP a minacciare la società RippleNet di eseguire un fork della stessa blockchain. 

Bisogna ricordare che circa la metà della total supply dei token già emessi sono in circolazione, molti gestiti dalla fondazione Ripple. È il motivo che ha visto giustificare più volte il crollo del prezzo, sia da parte del CEO Brad Garlinghouse sia da parte di altri membri di Ripple che sostengono di mantenere il prezzo del token basso in modo da poter essere facilmente venduto e offerto alle istituzioni finanziarie interessate all’utilizzo della rete RippleNet. 

 

Federico Izzi
Federico Izzi

Analista finanziario e #trader indipendente – Socio S.I.A.T. & Assob.it. Opera attivamente sui mercati azionari e dei derivati (futures ed opzioni) dal 1997. Precursore dell’analisi ciclica-volumetrica è noto per aver individuato i più importanti movimenti al rialzo ed al ribasso sui mercati finanziari degli ultimi anni. Partecipa annualmente come relatore all’ ITForum di Rimini dall’edizione del 2010 ed InvestingRoma e Napoli dalla prima edizione del 2015. Interviene come ospite ed esperto dei mercati durante le trasmissioni “Trading Room” e “Market Driver” di Class CNBC, Borsa Diretta.tv e nel TG serale di Traderlink. Da luglio 2017 è ospite fisso su LeFonti.TV nell’unico spazio nazionale settimanale dedicato alle criptovalute insieme ai più importanti esperti internazionali del settore. Da maggio 2017 è ufficialmente analista tecnico di BigBit. Periodicamente pubblica articoli su ITForum News, Sole24Ore, TrendOnLine, Wall Street Italia. E’ stato intervistato in qualità di esperto di #criptovalute per: Forbes Italia, Panorama, StartupItalia, DonnaModerna. E’ stato riconosciuto come primo analista tecnico italiano ad aver pubblicato la prima analisi ciclica secolare sul #Bitcoin. Federico Izzi è… Zio Romolo

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