Cina, le autorità di Pechino frenano i business crypto
Cina, le autorità di Pechino frenano i business crypto
Criptovalute

Cina, le autorità di Pechino frenano i business crypto

By Eleonora Spagnolo - 27 Dic 2019

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Quattro autorità di vigilanza di Pechino hanno emesso un avviso congiunto contro i rischi del fare business con le crypto. A dirlo è Shanghai Securities News. Gli enti in questione sono:

  • La Local Financial Supervision and Administration Bureau di Pechino,
  • Il Business Management Department della People’s Bank of China,
  • Il Banking and Insurance Regulatory Bureau di Pechino, 
  • Il Securities Regulatory Bureau di Pechino.

Secondo l’avviso congiunto, dopo l’apertura del presidente Xi Jinping alla tecnologia blockchain che ha annunciato l’intenzione di rendere la Cina leader del settore, nel paese da un miliardo di abitanti c’è stata un’esplosione delle attività di trading di criptovalute o di piattaforme che forniscono servizi analoghi. Secondo le autorità si tratta di business che violano i comuni standard sulla prevenzione dei rischi finanziari connessi alle emissioni di token, e che potrebbero anche essere legati ad attività illegali o in grado di creare disordini in ambito economico. 

In buona sostanza le autorità di vigilanza mantengono alta l’attenzione sui business delle criptovalute o alle ICO, con indagini, perquisizioni, e chiusure di siti web. Viene quindi ribadito il divieto di pubblicizzare e promuovere progetti o piattaforme crypto, impedendo contestualmente le transazioni con le valute virtuali. 

Agli investitori, infine, viene chiesto  di mantenere la razionalità e di non farsi ingannare, segnalando le attività che violano la legge e i regolamenti. 

La Cina e le criptovalute

La Cina continua a mantenere un atteggiamento ambiguo verso le criptovalute. Da una parte vieta le ICO e frena le attività legate al trading crypto, dall’altra invece prosegue nello sviluppo della sua valuta digitale emessa dalla Banca Centrale. La CBDC cinese sarebbe già in fase di test e pronta ad entrare in circolazione nei primi mesi del 2020. 

Si tratterebbe di una moneta fortemente centralizzata, al contrario di quello che dovrebbero essere le criptovalute e la blockchain in generale. 

Tuttavia, secondo quanto riporta Reuters, l’atteggiamento dei regolatori potrebbe presto cambiare. Sono in corso infatti delle sperimentazioni di una piattaforma blockchain per i pagamenti transnazionali. Secondo Lu Lei, a capo dello State Administration of Foreign Exchange, la Cina potrebbe rafforzare l’integrazione del settore fintech con il mercato degli scambi internazionali, pur mantenendo un controllo e una supervisione dello sviluppo tecnologico. 

“Amplieremo gradualmente la portata del progetto pilota e gli scenari di applicazione della tecnologia blockchain nel finanziamento transfrontaliero e nel management macro-prudenziale. Al contempo, (il governo) porterà avanti uno studio prospettico sulle riforme dei cambi per analizzare le criptovalute ed esplorare la costruzione di un sistema di regolamentazione di scambi esteri e di un sistema tecnologico sottostante”.

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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