banner
Tokenizzazione degli asset: un futuro inevitabile, dice OCSE
Tokenizzazione degli asset: un futuro inevitabile, dice OCSE
Blockchain

Tokenizzazione degli asset: un futuro inevitabile, dice OCSE

By Lorenzo Dalvit - 26 Gen 2020

Chevron down

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) attraverso un suo report segnala la necessità di affrontare con apertura gli sviluppi del nuovo paradigma finanziario collegato alla tokenizzazione degli asset.

L’OCSE si vanta di essere un’organizzazione internazionale che lavora per costruire politiche volte a promuovere prosperità, uguaglianza, opportunità e benessere per tutti. 

Come siamo arrivati fin qui?

Bitcoin ed Ethereum hanno permesso a milioni di persone di scambiare assets digitali ad un valore determinato dal mercato in maniera disintermediata e senza un’autorità centrale di controllo.

Ciò che ha dato valore alle criptovalute generate su queste catene è un sentimento di fiducia nei fondamentali tecnologici ed economici del network blockchain sottostante. 

Se inizialmente abbiamo visto veicolare dalle catene solo le crypto native, nel tempo sono entrati in circolazione anche token rappresentativi con diversi standard. 

Grazia ad Ethereum e i suoi smart contract nasce la token economy, si rivoluziona così anche il sistema di raccolta fondi e possiamo distinguere il fenomeno in tre fasi:

  1.  ICO = Initial coin offering;
  2.  IEO = Exchange coin offering;
  3.  STO = Security token offering.

I casi più numerosi si contano con gli utility token, essi rappresentano un gettone spendibile sulle piattaforme sviluppate dalle start-up. Grande successo hanno avuto anche la rappresentazione di denaro FIAT con l’avvento delle stablecoin. In fine abbiamo visto lo sviluppo dei primi token rappresentativi di asset fisici come l’oro o le security.

L’apparente follia di un gruppo di appassionati e una crescente comunità di visionari, sognatori, speculatori o semplici curiosi, hanno finanziato e scatenato una delle più grandi rivoluzioni finanziarie della storia.

Ma questi passaggi sono stati solo l’inizio, l’analogia con la finanza tradizionale vuole che si divida per categorie i vari token ora possibili ed immaginabili:

  • Criptovaluta/valuta = moneta digitale in cui il prezzo è stabilito dalle forze di mercato;
  • Titolo/security  = rappresenta il valore di un bene sottostante e non la proprietà della società che lo emette;
  • Azione/equity = rappresentazione di una quota di proprietà;
  • Gettone/utility = rappresentazione di un coupon spendibili su piattaforme di servizi;
  • Debito/obligation = rappresentazione di un titolo di debito o ipoteca.

Oggi le più grandi società di consulenza del mondo come Deloitte e Pwc si interessano al fenomeno osservando i grandi vantaggi espressi da questa tecnologia soprattutto sul fronte della tokenizzazione degli asset. Nei loro report sempre presente la necessità di cogliere in tempo il cambiamento favorendo gli sviluppi ed evitando di restare indietro rispetto a un trend forte e difficile da rallentare.

Alcuni teorici benefici sono:

  • Disintermediazione ed efficienza: aumento dei guadagni da parte di emittenti e dei fruitori degli asset.
  • Trasparenza: maggior fiducia nell’architettura finanziaria.
  • Accessibilità: anche piccoli capitali possono accedere ad un ampio mercato d’investimento senza intermediazione bancaria.
  • Aumento della liquidità: accesso a nuovi capitali prima irraggiungibili.

Le Security Token Offering

Le STO sono una offerta al mercato di security token, termine generico con cui si indicano i certificati rappresentativi di diritti patrimoniali valutabili in denaro. Rientrano nella categoria i titoli azionari ed obbligazionari, fondi comuni di investimento immobiliare e strumenti derivati.

Le STO si collocano a metà tra una ICO e una IPO. Assimilabili ad una ICO solo perchè l’investitore riceve un token veicolato in blockchain a rappresentazione dell’asset sottostante. Come in una IPO, il security token rappresenta un contratto con un’attività di investimento sottostante.

Si consideri che la tokenizzazione degli asset potrebbe ridurre le asimmetrie informative dando più trasparenza transazionale e aumentando la disponibilità dei dati sull’emittente, sulle caratteristiche delle attività oltre a migliorare il meccanismo di rilevazione dei prezzi.

Queste virtù però necessitano di reti interoperabili e di un sistema che non crei disequilibrio tra l’utilizzo dei prodotti on-chain e off-chain che causerebbero sbilanciamenti di liquidità dando spazio a meccanismi di arbitraggio.

Grandi i vantaggi per le piccole e medie imprese. PMI che vedrebbero crescere i potenziali investitori grazie all’accesso a mercati globali e liquidità mai viste fino ad ora.

Tokenizzazione degli asset fisici

La tokenizzazione degli asset fisici ha bisogno di una ferrea analisi sul centro emittente di tali strumenti finanziari. La connessione tra ciò che sta nelle blockchain e il bene reale è un punto di centralizzazione del trust imprescindibile e quindi necessita di sistemi che ne garantiscano il corretto comportamento. 

  • Arbitraggio regolamentare = alcune differenze d’approccio alle regolamentazioni potrebbero favorire la ricerca di vantaggi transfrontalieri.
  • Cooperazione internazionale richiesta
  • Educazione finanziaria indispensabile per la protezione dell’investitore al dettaglio

Ciò che sarà tokenizzabile ha un bacino potenzialmente illimitato. I regolatori come la SEC americana e l’OSMA europeo si stanno preparando alla gestione di regole utili alla difesa del consumatore in un futuro in cui questa nuova industria avrà un ruolo fondamentale nel settore finanziario.

  • La tokenizzazione consente la creazione di un nuovo sistema finanziario più democratico, più efficiente e più vasto di qualsiasi esperienza vista finora.
  • La tokenizzazione è già una realtà. I nuovi player stanno rapidamente costruendo la propria infrastruttura, il mercato tradizionale e le infrastrutture stanno mostrando segni di apertura all’adozione di massa.
  • Gli ostacoli si frappongono ad un’adozione diffusa principalmente per problemi di regolamentazione. Questi ostacoli possono essere superati con il sostegno di tutti gli attori tradizionali.
  • Solo le istituzioni che si impegnano a comprendere e favorire la tecnologia costruiranno un futuro prospero per i loro cittadini.

Da segnalare, oltretutto, la menzione del token Ekon di Eidoo nel documento dell’OCSE proprio tra gli esempi di tokenizzazione di asset fisici in quanto stablecoin peggata 1 a 1 con il valore dell’oro.

La necessità di un’autorità centrale 

L’OCSE ha ben compreso la necessità di una nuova cooperazione internazionale per limitare l’arbitraggio regolamentare e favorire lo sviluppo sicuro dell’ecosistema.

Quella che nasce come tecnologia zero trust obbliga gli stati a organizzarsi per rendere omogenee le regole in quello che sembra essere a tutti gli effetti un processo di globalizzazione finanziaria di stampo liberista.

Avatar
Lorenzo Dalvit

Educatore appassionato di Blockchain, esperto di vendite e marketing, social community manager, direttore artistico, musicista, amante dei paradigmi dirompenti e della vita. Le mie competenze riguardano l'interazione e la connessione umana

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.