Textilechain: la moda va su blockchain per la tutela del Made in Italy
Textilechain: la moda va su blockchain per la tutela del Made in Italy
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Textilechain: la moda va su blockchain per la tutela del Made in Italy

By Amelia Tomasicchio - 28 Gen 2020

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Venerdì scorso, 24 gennaio 2020, il Best Western Plus Hotel Universo di Roma, ha visto l’organizzazione del Festival della Moda e anche in questa occasione la blockchain – per la precisione Textilechain – non è mancata.

Il festival è stato ideato da Sabina Prati, che da tempo lavora sulle più prestigiose passerelle di AltaRoma e Fashion Week, con collaborazioni con RadioRadio e programmi televisivi in onda sui canali Sky. L’evento ha visto la presentazione della linea Goupille di Stefania Ceccarani, i cui vestiti sono stati tracciati su blockchain. 

Ceccarani ha spiegato di aver deciso di adottare la tecnologia blockchain per tracciare il processo di produzione dei suoi capi e, per farlo, ha scelto come partner Textilechain. 

Textilechain, progetto fondato dall’azienda Foodchain e che usa la blockchain di Quadrans, permette ai consumatori finali dei prodotti di accedere alla storia completa dei vestiti in modo da poterne scoprire la storia e tutte le fasi di lavorazione dalla produzione alla logistica, fino alla distribuzione. 

La tecnologia blockchain raccoglie tutte le informazioni rendendole immodificabili e accessibili a tutti gli utenti, ma nel pieno rispetto dei livelli di privacy. La piattaforma  rende anche consultabili foto, video e tutte le altre informazioni collegate al prodotto di moda.

Presenti all’evento anche Laura Cappello, Presidente Legal & Governance Board di Quadrans Foundation e Caterina Ferrara, founder di Blockchain Ladies, entrambe impegnate nella diffusione della tecnologia dei blocchi e nel superamento del gender gap nel settore tecnologico.

Goupille si propone come nuovo brand della sartoria artigianale del Made in Italy, unendo l’alta moda alla tecnologia blockchain allo scopo di fornire prodotti il più possibile sostenibili ed etici

Il brand ha così deciso di unire la tecnologia alle capacità artigianali al fine di avere una filiera produttiva trasparente e ricercata, in grado di rispondere alle esigenze delle donne italiane e non solo, sempre più attente alla provenienza dei capi che indossano e alle materie prime utilizzate.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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