Il consumo energetico di Bitcoin supera quello della Nuova Zelanda
Il consumo energetico di Bitcoin supera quello della Nuova Zelanda
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Il consumo energetico di Bitcoin supera quello della Nuova Zelanda

By Marco Cavicchioli - 5 Feb 2020

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Secondo una ricerca di BlockchainAnalytics.pro il consumo energetico di Bitcoin nel 2019 ha superato quello dell’intera Nuova Zelanda. 

Infatti, le stime di Blockchain Analytics mostrano come il 2019 si sia concluso con un consumo elettrico medio annuale di circa 43 TWh, che è leggermente di più del fabbisogno annuale della Nuova Zelanda, e poco meno di quello del Portogallo (49 TWh), della Romania (50 TWh) e della Repubblica Ceca (59 TWh). 

Il dato è anche in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Infatti nel 2018 il consumo fu inferiore ai 29 TWh, ovvero più o meno come la Nigeria, mentre nel 2017 fu solamente di circa 5 TWh, ovvero quanto quello della Giamaica. 

Inoltre, secondo stime prudenti, nel 2020 il consumo energetico di Bitcoin supererà i 70 TWh, più o meno come quello del Cile che ha 18 milioni di abitanti. 

Già solo proiettando i dati attuali il consumo annuale sarebbe di 56,3 TWh, quasi come quello della Repubblica Ceca, ma questo dato sembra destinato a crescere nei prossimi mesi. 

Tra l’altro, i presupposti su cui si basano queste stime sono molto conservativi, pertanto questi numeri a loro volta risultano conservativi: è possibile che il consumo effettivo possa essere ancora più elevato.

Il fatto è che Bitcoin sta diventando sempre più popolare e di maggior valore, e visto che di fatto il costo del mining dipende dal prezzo (e non viceversa) il suo continuo incremento di valore anno dopo anno porta inevitabilmente a maggiori spese per i miner, dovuti proprio ad un maggiore consumo di elettricità. 

A ciò si aggiunge una continua crescita dell’hashrate, dovuta anche e soprattutto ad una maggiore efficienza degli ASIC. 

BtC hashrate

Ad esempio, nell’ormai lontano 2016 Bitmain lanciò l’Antminer S9, che consumava 100 watt per produrre un terahash al secondo (100 W/TH/s). 

Nel 2018 uscì l’Antminer S15, che riduceva a 57 W/TH/s il consumo energetico, mentre l’attuale Antminer S17 consuma solamente 40 W/TH/s. Questo porta ad un aumento dell’hashrate, visto che a parità di consumo aumentano i TH/s che possono essere generati. 

BTC mining power

Sebbene in teoria questo incremento di efficienza potrebbe far diminuire i consumi elettrici, in realtà l’aumento di valore medio annuale di Bitcoin inevitabilmente li fa aumentare, visto che il potere di spesa dei miner aumenta di conseguenza, dando loro modo di poter acquistare più elettricità da consumare. 

Infatti la curva della crescita dei consumi procede di pari passo con quella dell’aumento dell’hashrate, sebbene a maggio del 2020 l’halving dimezzerà i premi per i miner, dimezzando anche la loro ricompensa. 

Da notare tuttavia ad esempio che dopo l’ultimo halving, a luglio del 2016, la riduzione dell’hashrate fu minima e solamente temporanea, tanto che già ad agosto era tornata sui livelli precedenti all’halving. Pertanto è difficile immaginare che il prossimo halving possa realmente far calare in maniera significativa i consumi energetici di Bitcoin.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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