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La SEC propone un periodo di tolleranza di 3 anni per le ICO
La SEC propone un periodo di tolleranza di 3 anni per le ICO
Regolamentazione

La SEC propone un periodo di tolleranza di 3 anni per le ICO

By Marco Cavicchioli - 6 Feb 2020

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Il commissario della SEC Hester Peirce ha proposto un periodo di tolleranza di 3 anni per le ICO. 

La cosiddetta “CryptoMom”, infatti, ha suggerito questa soluzione per dare modo ai progetti crypto di potersi sviluppare prima di dover passare all’Howey Test per determinare se siano o meno delle security. 

È possibile che questa proposta abbia a che fare con progetti come quello di Telegram, che per ora è fortemente osteggiato dalla SEC, visto che è specificatamente incentrata sulla decentralizzazione. 

Infatti, l’obiettivo di Peirce è quello di concedere un po’ di tempo ai progetti crypto che lanciano un proprio token per sviluppare la loro rete e la loro comunità prima di doversi preoccupare delle rigide norme che riguardano proprio.

Secondo questa proposta, durante il periodo di tolleranza i token non verrebbero sottoposti al test per le security, dando modo al progetto di raggiungere un livello di decentralizzazione sufficiente per passare l’Howey Test. 

Il riferimento a Gram sembrerebbe decisamente evidente, visto che Telegram ha dichiarato che sta creando una piattaforma decentralizzata che, una volta avviata, non implicherà per loro alcun obbligo o alcuna responsabilità. 

Se così sarà allora il progetto di Telegram non sarà soggetto al controllo della SEC, mentre invece ad oggi sembra proprio che l’agenzia americana lo stia ostacolando perché lo ritiene soggetto alla propria giurisdizione. 

In altre parole, alcuni token potrebbero sembrare security al momento del lancio, ma con il tempo potrebbero invece evolvere fino a non sembrarlo più. 

Un esempio in tal senso potrebbe essere lo stesso ETH, tanto che il direttore della Corporation Finance della SEC, William Hinman, già nel giugno 2018 disse che in quel momento ETH non sembrava più essere una security, mente invece al momento del lancio probabilmente in realtà lo era. 

Anche il Presidente della SEC, Jay Clayton, è sembrato approvare questo punto di vista, ovvero che gli asset digitali ad un certo punto possono evolvere e cessare di essere security. 

Un altro esempio a riguardo è quello di EOS, visto che proprio la SEC l’anno scorso affermò che, sebbene il token EOS ERC-20 originale fosse una security, il token EOS definitivo del progetto non lo era più. 

A tal proposito Peirce ha dichiarato: 

“L’applicazione delle leggi federali sui titoli a tali transazioni vanifica la capacità della rete di raggiungere la maturità e impedisce la trasformazione del token venduto come titolo in un non-security token funzionante sulla rete”. 

L’ipotesi concreta pertanto sarebbe quella di un nuovo quadro normativo che preveda comunque requisiti rigorosi per i progetti crypto che raccolgono fondi attraverso la vendita di token, ma escludendo per i primi tre anni la verifica che si tratti o meni di security. 

In questo modo si potrebbe definire un team di sviluppo iniziale, che gestirà lo sviluppo della rete nei primi tre anni, per poi evolvere invece in una rete decentralizzata non controllata da un singolo soggetto.

Solamente al termine del periodo di tolleranza si eseguirebbe l’Howey Test per verificare se il token sia una security o meno.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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