Sergey Nazarov, Chainlink: “Aave è il progetto DeFi che aspettavamo da anni”
Sergey Nazarov, Chainlink: “Aave è il progetto DeFi che aspettavamo da anni”
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Sergey Nazarov, Chainlink: “Aave è il progetto DeFi che aspettavamo da anni”

By Lorenzo Dalvit - 7 Feb 2020

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Il CEO di Chainlink Sergey Nazarov dichiara:

“Se lavori nelle DeFi, alla domanda: hai decentralizzato tutti i processi della tua piattaforma? la risposta deve essere un si categorico.”

Era il 9 gennaio 2020 quando Chainlink e Aave annunciavano una partnership per lanciare la Oracle Aave Network ed è per questo che la Community Call che si è tenuta ieri, organizzata da Aave, ha visto proprio la partecipazione di Nazarov, il quale descrive così l’entusiasmo per il progetto:

“Abbiamo costruito ChainLink nella speranza di veder nascere servizi come Aave,  stavamo aspettando da anni.”

La passione con cui inizia la prima community call di Aave è la testimonianza di come questi giovani affrontano il lavoro. 

Stani Kulechov, il CEO di Aave, ringrazia il team di Chainlink per aver supportato e aiutato l’integrazione del nodo anche durante le festività natalizie. Una generazione decentrata di visionari che unisce le competenze con un unico scopo:

“Rendere possibile ciò che per la finanza tradizionale sarebbe inimmaginabile”

Con queste parole Emilio Frangella descrive il progetto, memore delle sue esperienze precedenti nel settore bancario che lo hanno visto accrescere la sua esperienza nelle fintech.

Presente in questa prima chiamata alla comunità il CEO di ChainLink Sergey Nazarov e i principali attori di Aave: piattaforma DeFi nata grazie ad ETHLend.

Mentre Aave supera ampiamente il milione di dollari come liquidità disponibile, comincia un ciclo di interventi pubblici dedicati al lavoro del team. La parola chiave è: interoperabilità

La Community Call 1

Durante le prime battute di questa chiacchierata tra team scopriamo la forza della partnership tra Aave e Chainlink.

Chainlink è ormai diventato un progetto conosciutissimo nel mondo blockchain. Come si evince dal nome stesso, la piattaforma serve da ponte tra gli smart contract e la realtà esterna alle chain. 

Un link che permette ai contratti di interfacciarsi con il mondo esterno ed eseguire il proprio codice accedendo a fonti informative esterne chiamate oracoli. Aave ha un estremo bisogno del contributo di Chainlink per il funzionamento degli smart contract su cui si basa il suo progetto DeFi. 

Immaginate l’estremo bisogno di avere dati certi sul prezzo degli assets collegati ai contratti di prestito in piattaforma.

Come funziona ChainLink

Chainlink, attraverso un nodo, permette alle aziende che lo implementano di fare chiamate specifiche agli oracoli in maniera decentralizzata. Nessun intermediario gestirà l’accesso ai dati e quindi nessuno potrà manipolarli. 

Fuori catena, invece, Chainlink distribuisce nodi Oracle collegati alle loro API e alla blockchain di Ethereum attraverso un sistema di incentivi pagato attraverso l’utility token nativo LINK.

I nodi esterni sono responsabili della loro reputazione e il dato raccolto non è mai proveniente da una sola fonte. Questo permette al progetto di evitare manipolazione o rischi di frode nel collegamento alla fonte dati esterna. 

Immaginate cosa succederebbe se le funzionalità di un contratto di finanza decentralizzata dipendesse da un dato proveniente da un’entità unica.

Le peculiarità di Aave

Abbiamo visto nascere molti progetti collegati ai prestiti ma quello che possiamo vedere su Aave è unico. 

Per permettere una linea di prestito a flusso costante con una percentuale d’interesse variabile in funzione della quantità di liquidità presente in piattaforma, Aave ha disegnato un contratto capace di gestire una pool di prestito. 

Al variare della liquidità della pool si avrà un tasso di interesse che potrebbe incentivare il deposito o rendere più appetibile il prestito per il mutuatario in un meccanismo di domanda e offerta completamente disintermediato.

I loro token speciali chiamati a-tokens sono collegati 1:1 al deposito dei portatori di liquidità. Se ad esempio un prestatore deposita i suoi ETH in piattaforma riceverà i suoi a-ETH.

Ecco la magia: a differenza dei concorrenti, il contratto prevede un rilascio graduale delle quote di interesse che andrà ad aumentare la base numerica del token. Esso quindi rappresenta esattamente i tuoi ETH ma nella versione a-ETH aumenterà di numero in funzione dell’interessa maturato. 

Una volta che la posizione volesse essere chiusa verranno sbloccati un numero di Ethereum maggiore e l’utente non dovrà relazionarsi con nessun altro tipo di token o nemmeno gestire una difficile contabilità sull’interesse.

Se presti USDT ricevi USDT, se presti BAT ricevi BAT. 

Gli a-token sono token erc-20 a tutti gli effetti scambiabili sul mercato, potenzialmente sarà possibile scambiare token che maturano un interesse.

Sono 16 le criptovalute disponibili al prestito e più di un milione di dollari la liquidità di un progetto appena nato, ma che sembra avere le carte in regola per avere successo.

Cosa ci aspetta su Aave

  • Grande entusiasmo per i collateral-Swap: immaginate di poter scambiare velocemente a-token che generano interesse in funzione del tasso offerto dal mercato senza passare per un exchange.
  • In futuro vedremo anche la nascita delle Pool Factory: gestione governata dai token LEND che permetterà di offrire personali pool di prestito.

 

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Lorenzo Dalvit

Educatore appassionato di Blockchain, esperto di vendite e marketing, social community manager, direttore artistico, musicista, amante dei paradigmi dirompenti e della vita. Le mie competenze riguardano l'interazione e la connessione umana

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