Brian Armstrong e quel silenzio su Bitcoin
Brian Armstrong e quel silenzio su Bitcoin
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Brian Armstrong e quel silenzio su Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 5 Mar 2020

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Il CEO di Coinbase Brian Armstrong si è lasciato andare ad una serie di tweet sul futuro delle crypto e della blockchain senza mai menzionare Bitcoin. I suoi follower hanno notato questa sorta di ritrosia nel nominare la regina delle criptovalute, ipotizzando che Brian Armstrong possa essere scettico sul futuro di BTC. 

Lo scorso 3 marzo infatti Armstrong ha analizzato la situazione attuale dei mercati finanziari sostenendo che il ribasso dei mercati azionari e il taglio dei tassi di interesse possono portare alla crescita delle criptovalute. Questo perché alcune azioni come ad esempio il quantitative easing e lo stampare moneta possono portare più fondi da investire in criptovalute. La sua conclusione è la seguente:

Questo potrebbe essere l’anno in cui la mentalità degli investitori istituzionali inizia a spostarsi, dalla crypto come scommessa di rischio, alla crypto come riserva di denaro”. 

In realtà la criptovaluta ritenuta riserva di valore per eccellenza è Bitcoin. Tuttavia Armstrong non la nomina mai e i commenti sotto i suoi post lo fanno notare. Qualcuno arriva a dire che Changpeng CZ Zhao, l’altro CEO di un exchange altrettanto importante, Binance, non ha problemi a nominare Bitcoin.

Brian Armstrong tifa Bitcoin? 

È stato un caso? No, perché il giorno dopo Brian Armstrong si è lasciato andare ad un’altra serie di tweet paragonando lo sviluppo delle criptovalute e quello di internet, e anche questa volta la parola Bitcoin non è mai apparsa nei suoi post. 

Nel lungo tweet storm riprende i contenuti di una chiacchierata con Ben Horowitz, co-founder di A16Z, venture capital dedita in investimenti per sviluppi tecnologici. Le sue considerazioni sono che le storie delle sviluppo di internet e delle criptovalute sono simili. 

Le prime versioni di internet erano lente, le pagine statiche, c’era un senso di insicurezza e nessuno avrebbe mai messo i dati della sua carta di credito online. Un po’ quello che accade alle criptovalute, dove aumenta la domanda per blockchain scalabili e si fa sempre più sentire l’esigenza di sicurezza e di privacy. 

A questo punto, Armstrong delinea quelli che devono essere gli sviluppi più importanti per il settore delle criptovalute:

  1. Scalabilità, perché, dice Armstrong, c’è bisogno di blockchain che garantiscono un migliaio di transazioni per secondo per permettere l’adozione di massa delle criptovalute;
  2. Privacy, e anzi, per Armstrong c’è un forte bisogno di privacy coin, proprio come nell’era di internet si è avvertita l’esigenza dell’https che ha sostituito l’http;
  3. Identità decentralizzata, con le dApp che riconoscono immediatamente l’utente;
  4. Tool per sviluppatori, per rendere più facile lo sviluppo delle app.

Ma, dice Armstrong, sebbene ci siano similitudini tra la storia di internet e quella delle criptovalute, 

La storia non si ripete, ma fa rima.

La sua conclusione è che c’è ancora molto da fare per portare la blockchain e le criptovalute da 50 milioni a 5 miliardi di utenti. La blockchain che riuscirà a mettere insieme i 4 punti da lui elencati avrà un grande vantaggio. 

Secondo Armstrong molti team sono al lavoro per raggiungere questo scopo. Lui, dice:

“Sto facendo il tifo per tutti”. 

Anche in questo caso nessuna menzione di Bitcoin. Forse proprio perché non voleva mostrare preferenze e continuare a “fare il tifo per tutti”. 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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