Paul Tudor Jones sta comprando bitcoin
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Paul Tudor Jones sta comprando bitcoin

By Marco Cavicchioli - 8 Mag 2020

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Paul Tudor Jones ha rivelato che sta acquistando bitcoin come copertura contro l’inflazione. 

Il gestore di hedge fund americani, fondatore di Tudor Investment Corporation e settimo gestore di hedge fund più profittevole al mondo, ha dichiarato in una nota intitolata “La grande inflazione monetaria”: 

“La migliore strategia di massimizzazione del profitto è quella di possedere il cavallo più veloce. Se sono costretto a prevedere, la mia scommessa è che sarà Bitcoin”.

Tudor Jones infatti si dice preoccupato per l’inflazione che potrebbe essere causata dalla possente nuova campagna di stampa di denaro da parte della Fed banca centrale, dicendo che bitcoin oggi gli ricorda il ruolo dell’oro negli anni ’70. 

Tuttavia ha affermato che il suo fondo Tudor BVI dovrebbe arrivare a detenere solo una piccola percentuale del suo patrimonio in future Bitcoin, inferiore al 10%. 

È uno dei primi grandi gestori di hedge fund ad optare per una soluzione simile, fino ad ora stato ampiamente snobbata dai gestori tradizionali. 

Secondo i suoi calcoli da febbraio sono stati creati dal nulla dalla Fed 3,9 trilioni di dollari, ovvero l’equivalente del 6,6% della produzione economica mondiale, e questo enorme rilascio di dollari potrebbe finire per generare inflazione riducendone il valore. 

A confronto, la quantità di BTC creata nello stesso periodo risulta praticamente insignificante. 

Jones ha così commentato: 

“È successo a livello globale con una tale velocità che persino un veterano del mercato come me è rimasto senza parole. Stiamo assistendo alla Grande Inflazione Monetaria – un’espansione senza precedenti di ogni forma di denaro, a differenza di qualsiasi cosa il mondo sviluppato abbia mai visto”. 

Per coprirsi da questi rischi Tudor Jones ha rivelato di aver preso in considerazione varie alternative, come oro, titoli del tesoro, alcuni tipi di azioni, valute e materie prime, riconoscendo però alla fine un ruolo “crescente” a bitcoin in tal senso. 

A dire il vero, è già dal 2017 che Paul Tudor Jones opera sul mercato crypto, ma in via esclusivamente personale e solo per speculare. Ora invece vuole utilizzare bitcoin come riserva di valore per il suo fondo, grazie alle sue caratteristiche di mantenimento del potere d’acquisto, affidabilità, liquidità e portabilità.

Jones sostiene che gli investitori, data l’attuale situazione anomala e particolare, dovrebbero buttare via il playbook finanziario dell’ultimo decennio e tornare alle teorie monetariste originarie di Milton Friedman e agli indicatori della vecchia scuola come l’offerta di moneta M2. 

Jones ha anche affermato di rimanere un fan dell’oro, immaginando che, se si tornasse agli estremi del 1980, il suo prezzo potrebbe salire a quota 2.400 $ o addirittura impennarsi a 6.700. 

Inoltre, Jones ritiene possibile che la politica monetaria della Fed diventi uno strumento politico nelle mani dell’amministrazione politica del paese, cosa che potrebbe favorire ulteriormente lo sviluppo di una vera e propria politica inflazionistica sul dollaro americano.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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