Tutto quello che c’è da sapere su Ontology e la sua coin
Tutto quello che c’è da sapere su Ontology e la sua coin
Blockchain

Tutto quello che c’è da sapere su Ontology e la sua coin

By Eliano Martellucci - 7 Giu 2020

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Ontology è una blockchain pubblica, con una propria coin, che assicura elevati livelli di performance il cui operato si basa sul funzionamento di una piattaforma distribuita che si basa sul contributo della community. 

Il token che alimenta Ontology, chiamato Ontology Coin (ONT), è stato inizialmente emesso come un token NEP-5 sulla blockchain di NEO, visto che entrambe le realtà sono state create sotto lo stesso tetto, onchain, una società che si occupa di fornire al pubblico soluzioni di business alimentate da tecnologia blockchain.

Al contrario della maggior parte dei progetti, Ontology non è stato lanciato attraverso una prima fase di ICO, ma ha condotto piuttosto una vendita del proprio token ad investitori privati. Inoltre, il team di Ontology ha distribuito gratuitamente una porzione delle unità di ONT a chi già possedeva NEO. 

La rete di Ontology prevede anche un secondo token, ONG, il cui ruolo e significato viene associato a quello del gas da pagare per esempio nel momento di esecuzione di uno smart contract; inoltre, chi detiene ONT viene ripagato in ONG per gli interessi accumulati, che proprio in questo momento risultano pari al 3,38% annuo. 

In questo caso, l’obiettivo di Ontology è quello di risolvere problemi legati sia alla sicurezza dell’identità di una persona e alla sua condivisione che all’integrità stessa del dato nel complesso. 

Per questo la piattaforma offre due soluzioni distinte; rispettivamente ONT ID per la prima e DDXF per la seconda; in più viene fornito un wallet, chiamato ONTO, che permette di gestire in modo sicuro sia i propri asset digitali che le proprie identità e dati digitali anche da smartphone attraverso una semplice applicazione, disponibile sia per Android che iOS. 

Grazie ad Ontology viene ridefinito il concetto di fiducia reciproca: infatti, la condivisione dei dati e la collaborazione produttiva vengono massimizzati assicurando che un utente può fidarsi dell’altro. 

ONT ID è un’infrastruttura decentralizzata che aiuta gli utenti a creare e gestire le proprie identità digitali abilitando le autenticazioni di queste attraverso un processo di verifica fornito da figure globali, gli Anchor, il tutto basato su blockchain, garantendo così sicurezza e l’immutabilità del dato.

Queste caratteristiche, tipiche di qualsiasi blockchain, vengono inoltre amplificate dal lavoro svolto dagli Ontology Trust Anchor, che nello specifico risulta nel fornire un servizio di verifica delle credenziali per i proprietari di ONT ID, in cambio di ONT per il servizio reso. 

Questa rivoluzione può essere apportata a tutti quei casi che si verificano quando terze parti chiedono la verifica delle proprie credenziali prima di accedere ad un servizio, chiedendo in questo modo di condividere informazioni relative ai propri documenti che contengono dati sensibili. 

Attraverso ONT ID, invece, non ci sarà più bisogno di fornire tutte le credenziali, ma solamente la prova della propria identità, il cui concetto è simile a quello di una firma notarile su un documento autenticato; in questo caso specifico la cosa che si andrà a condividere sarà quindi solamente la firma e non il documento per intero. 

In questo modo, applicazioni e sviluppatori potranno utilizzare ONT ID per verificare velocemente e in modo sicuro l’identità dei nuovi utenti, senza che questi debbano avere a che fare con documenti sensibili, come il proprio passaporto. 

Per quanto riguarda l’innovativa gestione dei dati, DDXF sarà un exchange decentralizzato per dati; a differenza di ONT ID, questo è ancora in fase di sviluppo, ma di sicuro fornirà un’infrastruttura che permetta di tokenizzare i propri dati di valore, processo che li renderà quindi tracciabili, processabili e trasferibili attraverso molteplici sistemi. 

Questo è possibile perché Ontology è stata sviluppata su un registro distribuito che permette di avere un sistema d’identità e di scambio di dati distribuito, il che apre la strada ad un’infrastruttura per una rete peer-to-peer fondata sulla fiducia, una rete che può adattarsi a qualsiasi cosa, essendo cross-chain, cross-system, cross-application e cross-device. 

Per esempio, questo sistema potrebbe risultare molto utile nel campo della protezione dei copyright o di condivisione dei dati, dal momento in cui tutto questo avrà beneficio da un insieme di dati distribuiti in vari sistemi, al contrario di quello che può fare una singola impresa. 

La scelta eccezionale di questo progetto, oltre al fornire servizi legati alla digitalizzazione dell’identità e del dato stesso, è che permette a qualsiasi impresa di costruire la propria blockchain che si pone come uno strato situato sopra a quella principale, la blockchain pubblica di Ontology. 

Così le imprese da un lato potranno sfruttare tutti i benefici e risorse derivanti da questa tecnologia, come la creazione di smart contract e la tokenizzazione dei dati unita alla prova crittografica di essi, e dall’altro potranno decidere quali informazioni tenere private e quali rilasciare pubblicamente sulla blockchain di Ontology, il tutto adattato alla propria tipologia di business e di governance.

Questo è stato uno dei punti critici per cui le imprese non hanno subito deciso di adottare la blockchain per svolgere le proprie attività; ogni business ovviamente detiene una quantità di dati ed informazioni sensibili che non può e non vuole renderle pubbliche, ponendole così disponibili nelle mani di tutti. 

Il vasto ecosistema di Ontology offre anche la possibilità di partecipare ad una moltitudine di tipologie di programmi a seconda di quelle che sono le proprie abilità e l’attuale stato sociale, come per esempio i workshop mondiali organizzati per gli studenti universitari. 

Il 5 febbraio 2020 è stato lanciato l’”Ontology GCC”, che sta per Global Community Contributor, un programma che ha lo scopo di espandere il numero dei membri appartenenti alla community e il proprio ecosistema attraverso la creazione di progetti sviluppati sulla blockchain di Ontology che avranno poi dei riscontri come applicazioni nel mondo reale per il soddisfacimento di bisogni legati a diverse tipologie di business. 

Per questo è stato messo in palio come piano di incentivo una pool di 100 milioni di unità di ONT destinati a chi contribuirà a rendere migliore il panorama globale dell’ecosistema di Ontology. 

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