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Zcash e Dash a rischio privacy?
Zcash e Dash a rischio privacy?
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Zcash e Dash a rischio privacy?

By Alfredo de Candia - 9 Giu 2020

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Oggi sia Zcash (ZEC) che Dash, due tra le privacy coin più conosciute, hanno stretto una partnership con Chainalysis.

Tra l’altro, dopo il lancio di Codefi di oggi, che permette di tracciare le transazioni con il famigerato KYT (Know Your Transaction), la comunità si è scatenata ed ha realizzato che forse con questo strumento sarà possibile tracciare anche le crypto che sono dedite alla privacy, come appunto Zcash e Dash.

La posizione di Electric Coin Company (EEC) però è molto netta e spiega come le transazioni shieldate non saranno tracciate da Chainalysis perché, appunto, per la loro natura anonima, non consentono di essere tracciate.

Il funzionamento di Dash e Zcash

La crypto Dash offre una soluzione opzionale, la no-fee PrivateSend, che permette di mixare le transazioni e quindi offuscare le stesse.

Si tratta di una funzione che l’utente può decidere di utilizzare o meno, quindi non è di default.

Discorso simile lo possiamo fare con la blockchain di Zcash (ZEC) che dà la possibilità di effettuare transazioni normali, parzialmente shielded e completamente shielded, quindi solo coloro che utilizzassero quelle full shielded sarebbero al sicuro dai sistemi di tracciamento.

Ad ogni modo, i dati relativi a Zcash sono incoraggianti e giocano a favore di questa blockchain che, di recente, ha visto un aumento del 70% delle transazioni shielded, anche se le critiche non sono tardate ad arrivare da utenti quali Whale Panda e Riccardo Spagni di Monero che hanno criticato duramente la blockchain di Zcash anche per aver pagato gli exchange per il listing di ZEC.

Non ci sono crypto sicure?

Sicuramente Monero (XMR) è una delle crypto che garantiscono un alto livello di privacy per fare transazioni al riparo dagli occhi dei più curiosi.

Infine, per ovviare ai problemi di privacy, è anche possibile utilizzare sempre un indirizzo diverso o utilizzare sistemi di mixer delle transazioni come Wasabi, che è talmente affidabile che è dovuta intervenire addirittura l’Europol per controllare il suo operato.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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