L’India ci riprova: allo studio un nuovo ban delle criptovalute
L’India ci riprova: allo studio un nuovo ban delle criptovalute
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L’India ci riprova: allo studio un nuovo ban delle criptovalute

By Marco Cavicchioli - 15 Giu 2020

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L’India sta provando ad attivare un nuovo ban delle criptovalute. 

Infatti il precedente tentativo fallì a causa della sua incostituzionalità, e così il governo del paese sta tentando un’altra strada. 

Il precedente ban era basato solamente su una circolare della banca centrale, la Reserve Bank of India (RBI), mentre questa volta si tratta di una vera e propria nuova legge. 

Stando a quanto riferisce il sito indiano Economic Times (ET), citando un alto funzionario anonimo dello stesso governo, quest’ultimo starebbe lavorando ad un nuovo quadro giuridico con cui normare le criptovalute. 

ET riferisce anche che la stesura del nuovo disegno di legge sarebbe iniziata proprio dopo la decisione della Corte Suprema del 4 marzo di annullare la circolare di aprile 2018 dell’RBI. Non sono ancora chiari tuttavia i dettagli del nuovo quadro normativo, e se anche la nuova legge possa correre il rischio di essere alla fine decretata incostituzionale. 

Il sito in realtà rivela che, se il disegno di legge dovesse seguire la stessa linea del precedente tentativo, infliggerà un duro colpo ad investitori, exchange, ed altre entità che operano in criptovalute, ma per ora tutto ciò è privo di conferme. 

Infatti già nel luglio 2019 un panel governativo di alto livello preparò un progetto di legge che prevedeva il divieto di utilizzo di tutte le forme di criptovalute private, con reclusione fino a 10 anni per chi violasse queste norme. 

Il disegno di legge sarà inviato al gabinetto dopo le consultazioni e, successivamente, al Parlamento. 

Visto che la rimozione del ban aveva iniziato a dare forte impulso allo sviluppo del settore crypto in India, è possibile che il governo abbia deciso di accelerare lo sviluppo del nuovo quadro normativo, dato che sembra che provi un certo timore nei confronti di queste nuove tecnologie finanziarie. 

Pertanto al momento nel Paese ci sono due linee contrapposte: gli operatori del settore, che dopo la rimozione del ban vorrebbero poter espandere il loro business, e le autorità governative, che invece temono che le criptovalute possano trovare terreno fertile nel paese. 

Non sono però note le motivazioni che spingono le autorità indiane a volersi opporre così strenuamente all’utilizzo delle criptovalute. 

Secondo alcune ipotesi, estrapolate dal rapporto del panel governativo del 2019, sarebbero eccessivamente volatili, e potrebbero portare all’ascesa di una valuta alternativa nel Paese. 

Se la prima motivazione appare assai debole, visto che le criptovalute non sono certo l’unico asset volatile esistente al giorno d’oggi sui mercati finanziari, la seconda invece potrebbe giustificare appieno gli evidenti timori di governo e banca centrale. 

Ad esempio osservando la curva del tasso di cambio della rupia indiana nei confronti del dollaro americano negli ultimi 5 anni, emerge chiaramente un trend di indebolimento della valuta del Paese sul lungo periodo, ed è possibile che le autorità indiane stiano fondamentalmente cercando di proteggerla. 

Ma con un’inflazione che sfiora il 10% questo sembra un tentativo destinato a fallire. 

Anzi, è possibile che siano state proprio le politiche monetarie adottate negli ultimi anni dalla banca centrale del paese ad aver indebolito la rupia, a prescindere dalla diffusione o meno dell’utilizzo delle criptovalute. In altri termini se la motivazione fosse questa, appare in realtà estremamente improbabile che il ban sulle criptovalute possa essere veramente in grado di rafforzare la moneta fiat del paese.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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