banner
Deloitte: il 40% della produzione è su blockchain
Deloitte: il 40% della produzione è su blockchain
Blockchain

Deloitte: il 40% della produzione è su blockchain

By Marco Cavicchioli - 17 Giu 2020

Chevron down

Secondo un recente sondaggio di Deloitte, il 39% delle aziende in tutto il mondo ha inserito la blockchain nella produzione. 

Il sondaggio, intitolato “Deloitte’s 2020 Global Blockchain Survey“, è stato condotto dal 3 febbraio al 6 marzo 2020 in 14 Paesi, tra 1.488 dirigenti e professionisti delle principali società tecnologiche del mondo. 

Il dato più rilevante che emerge da questo sondaggio è che quasi il 40% degli intervistati ha affermato che la propria azienda ha già inserito la blockchain nei processi produttivi, e che quasi il 90% ritiene diventerà ancora più importante nei prossimi tre anni. 

L’anno scorso la percentuale di queste aziende che aveva inserito la blockchain nella produzione era del 23%, pertanto questa percentuale è quasi raddoppiata in un anno. 

Va tuttavia specificato che il campione, relativamente ristretto per essere un campione mondiale, si concentrava soprattutto su aziende con una certa dimensione, e su intervistati che avessero già un’ampia comprensione di cosa siano la blockchain, gli asset digitali e la tecnologia dei registri distribuiti.  

La maggioranza di questi intervistati ha anche confermato di ritenere che nel prossimo futuro gli asset digitali saranno molto importanti, rivelando un interesse davvero elevato nei confronti di queste tecnologie, mentre l’83% ha dichiarato che perderebbe un vantaggio competitivo decidendo di non adottare strumenti basati su DLT. 

D’altro lato tuttavia il 54% ritiene che vi sia comunque in atto un eccesso di aspettative riguardo la blockchain, mentre l’anno scorso questa percentuale era solamente del 43%, e nel 2018 del 39%. 

Vi è però una discrepanza geografica nei risultati di questo sondaggio. Ad esempio in Cina la percentuale di chi ha dichiarato di avere già inserito la blockchain nei processi produttivi è stata del 59%, mentre negli USA è stata solamente del 31%. 

Anzi, sempre in Cina addirittura il 94% ha dichiarato di ritenere possibile che gli asset digitali saranno utilizzati come alternativa o sostituti della valuta fiat nei prossimi 5-10 anni. 

Questa discrepanza in realtà non deve stupire, perché è stato lo stesso governo cinese qualche tempo fa a dare il via ad una possente campagna di propaganda a favore della blockchain nel paese. In realtà la propaganda della Cina sembra essere più rivolta verso le DLT private, centralizzate o permissioned, piuttosto che sulle vere blockchain decentralizzate, ma questa differenza non è stata presa in esame nel sondaggio di Deloitte. 

Infine va detto che secondo la stessa società che lo ha realizzato, il sondaggio potrebbe essere stato influenzato anche dalle nuove pratiche di assunzione delle aziende, visto che l’82% degli intervistati ha ammesso che nei prossimi 12 mesi verrà esplicitamente assunto personale con esperienza nel settore blockchain. 

Come detto in precedenza, il campione selezionato potrebbe essere particolarmente coinvolto proprio nello sviluppo di queste tecnologie. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.