Il ban delle criptovalute divide la Russia
Il ban delle criptovalute divide la Russia
Regolamentazione

Il ban delle criptovalute divide la Russia

By Eleonora Spagnolo - 18 Giu 2020

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La legge sulle criptovalute che imporrebbe un vero e proprio ban divide il governo della Russia. Ad esprimere riserve circa la bozza di legge attualmente in circolazione sarebbero il ministro dell’economia e quello della giustizia. 

L’ultimo in ordine di tempo è proprio il ministro della giustizia, come riporta il quotidiano locale Izvestia. Infatti, qualora fosse approvata, la nuova legge vieterebbe il trading di criptovalute, consentendo solo il possesso in caso di eredità o di rimborso per procedimenti giudiziari. 

Secondo il ministro Denis Novak il problema sta nel fatto che la Russia non ha strutture per sequestrare o comunque gestire le valute virtuali. Per questo suggerisce di creare un’agenzia governativa apposita

Anche in caso di sequestro di criptovalute e il loro conferimento come risarcimento non potrà avvenire se non tramite un indirizzo di cui il governo o chi per lui possa essere titolare. Pena, il rischio concreto di perdere o meglio di non poter mai entrare in possesso degli asset digitali. 

Altre perplessità del ministero della giustizia russo riguarderebbero le ammende. Infatti, il disegno di legge prevede che in caso di possesso illegale di criptovalute, i colpevoli possono essere puniti con multe fino a 500.000 rubli (circa 7.000 dollari o 6.500 euro). 

Ma queste disposizioni a parere del ministro competente entrerebbero in contraddizione con le normative vigenti, né individuerebbero con chiarezza chi punire e per quali reati. 

Insomma, il disegno di legge, messo in questi termini, è troppo vago. 

Ban sulle criptovalute in Russia, la legge che non piace

Ad aver espresso scetticismo è stato anche il ministro dell’economia. Per il titolare del dicastero al contrario è necessario creare meccanismi che permettano la circolazione controllata del denaro virtuale. Questo è quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano Kommersant.

In pratica il ministro dell’economia non vuole un ban per le criptovalute, preferendo piuttosto regolamentarle e stabilire requisiti per l’emissione e la circolazione, oltre a requisiti per un adeguato controllo statale. 

La community crypto russa aveva accolto negativamente la proposta di legge. Di fatto le criptovalute verrebbero vietate o comunque sottoposte a un rigido controllo da parte dello Stato. Secondo i supporter di Bitcoin e delle crypto in un momento così difficile per l’economia non bisognerebbe escludere l’utilizzo delle opportunità offerte dalle valute digitali. 

Inoltre, è stato sottolineato da Alexander Zhuravlev, presidente della commissione per il supporto legale dell’economia digitale della filiale di Mosca dell’ordine degli avvocati russo, che il ban delle crypto non ne vieterebbe la circolazione, perchè comunque gli utenti troverebbero sistemi per aggirare i divieti. 

Scettivo anche Dmitry Zakharov, direttore generale della scuola digitale di Mosca, il quale ha dichiarato che se la legge fosse approvata, la Russia perderebbe grandi opportunità. Tali opportunità vengono identificate nella tassazione, nelle attività di mining, ma anche nella “fuga di cervelli”, di quanti lavorano in questo settore. 

La Duma, cioè il Parlamento Russo, ufficialmente non ha ancora deciso nulla. Ma dovrà scontrarsi con un interesse per Bitcoin che in Russia è alto, come dimostrano gli scambi di BTC aumentati proprio durante il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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