Antminer: come funziona
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Antminer: come funziona

By Marco Cavicchioli - 22 Giu 2020

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L’Antminer è l’ASIC di Bitmain con cui si può minare bitcoin. 

In realtà ne esistono anche alcune versioni che servono per minare altre criptovalute, ovvero che utilizzano algoritmi differenti da SHA256, come EquiHash. 

Il funzionamento di base però è sempre lo stesso, sia che utilizzi SHA256 per minare bitcoin, sia che utilizzi EquiHash per minare ad esempio ZCash. 

Un cosiddetto ASIC, ovvero un Application Specific Integrated Circuit, non è altro che un circuito integrato creato appositamente per effettuare un unico tipo di elaborazione o calcolo. In questo modo viene ottimizzato solo ed esclusivamente per effettuare quell’operazione, risultando più veloce e meno energivoro di soluzioni più generiche. 

Nel caso degli Antminer l’operazione eseguita dall’ASIC è per l’appunto il calcolo di hash utilizzando algoritmi come SHA256. 

Infatti non a caso la potenza degli Antminer si misura in TH/s, ovvero TeraHash al secondo. 

Tera significa 10^12, ovvero mille miliardi, pertanto 1TH/s significa mille miliardi di hash calcolati in un secondo. 

Per intenderci, un Antminer moderno può superare i 100 TH/s, mentre complessivamente l’hashrate globale di Bitcoin è di circa 100 EH/s, ovvero cento milioni di TH/s. 

Questi numeri rendono evidente come al giorno d’oggi sia di fatto necessario hardware dedicato, come gli ASIC, per minare bitcoin, visto che il mining è una competizione in cui vincono coloro che hanno maggiore potenza di calcolo. 

In realtà i singoli Antminer sono a loro volta composti da diversi ASIC che lavorano in parallelo, e solo in questo modo riescono a raggiungere quegli straordinari numeri di cui sopra. 

Tuttavia consumano moltissima energia elettrica, senza per altro dare alcuna garanzia di incasso. Essendo infatti il mining una competizione, se gli altri competitor performano meglio è persino possibile non riuscire a raccogliere nulla. 

Per questo sono nate le mining pool, che consentono ai singoli utenti di condividere la loro potenza di calcolo con altri utenti, spartendosi poi gli eventuali introiti, in modo da massimizzare la possibilità di riuscire ad incassare qualcosa. 

Ma gli Antminer da soli non fanno nulla: vanno connessi con un cavo Ethernet ad una rete, in modo da poter essere configurati e gestiti con un computer o un dispositivo mobile connesso alla stessa rete. 

Ovviamente la rete deve essere connessa ad Internet per consentire all’Antminer di collegarsi alla rete Bitcoin. 

La prima configurazione necessaria da fare è proprio quella di connettere l’Antminer ad una pool. 

Infatti, nonostante la sua potenza di calcolo sia elevata, è pressoché impossibile che un singolo Antminer possa riuscire a minare un nuovo blocco di Bitcoin da solo. Pertanto risulta indispensabile connetterlo ad una pool. 

Una volta connesso l’Antminer alla pool è possibile avviare il calcolo degli hash. Potrebbe essere necessario qualche minuto abbondante prima di poter visualizzare la percentuale di hash calcolata dal proprio Antminer all’interno della pool. 

Questa percentuale è fondamentale per il calcolo della spartizione degli eventuali introiti della pool con gli altri membri della medesima. Più è elevata, più BTC si incasseranno nel caso in cui la pool riesca a minare un blocco. 

È tuttavia necessario studiarsi le performance, i requisiti, ed i costi delle varie pool prima di scegliere quella da utilizzare. Infatti ogni pool ha parametri diversi, sebbene di base funzionino in modo molto simile tra di loro, ma fortunatamente è sempre possibile cambiare pool nel caso in cui non si ottengano i risultati sperati. 

Inoltre è necessario essere registrati presso il sito web della pool per poterla utilizzare. 

In teoria tutto ciò potrebbe essere sufficiente, ma come detto in precedenza non garantisce affatto degli incassi. 

Inoltre bisogna tenere presente i costi energetici dell’Antminer, pertanto prima di iniziare ad operare sarebbe meglio utilizzare un tool online come WhatToMine.com per effettuare alcune stime della probabile redditività del proprio impianto di mining. 

Nel caso in cui si riesca ad ottenere una percentuale di calcolo degli hash minimamente significativa all’interno della pool, se questa riesce a minare un blocco verrà inviata al proprio indirizzo BTC indicato nel proprio account sul sito della pool la relativa percentuale dei BTC incassati dalla pool.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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