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Bitfinex ha perso l’appello nella causa intentata da Letitia James
Bitfinex ha perso l’appello nella causa intentata da Letitia James
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Bitfinex ha perso l’appello nella causa intentata da Letitia James

By Eleonora Spagnolo - 10 Lug 2020

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La causa del Procuratore Generale di New York, Letitia James, contro la società proprietaria di Bitfinex e Tether, ovvero iFinex, fa un passo in avanti. 

Iniziata nel 2019, quando il Procuratore Generale accusò la società di aver utilizzato i fondi di Tether per coprire un buco nelle finanze dell’exchange, ieri ha visto pronunciarsi il primo dipartimento della divisione d’appello della Corte Suprema dello Stato di New York, che si è pronunciato a favore di Letitia James, e contro iFinex. 

In realtà questo pronunciamento riguarderebbe solo una questione tecnica apparentemente marginale, ma ha il potenziale per mettere in difficoltà iFinex. 

Visto che l’accusa è quella di aver utilizzato i fondi derivanti dalla stablecoin per coprire 850 milioni di perdite derivanti dal congelamento di fondi della Crypto Capital Corp, nel 2018, alla società è stato intimato di presentare tutta la documentazione a riguardo, per dimostrare o confutare la tesi degli accusati che sostengono che ciò non sia mai avvenuto. 

La Corte Suprema ieri ha stabilito di fatto che tale documentazione vada fornita. 

La società infatti aveva presentato una mozione con la quale sosteneva che non dovrebbe essere ritenuta responsabile dinanzi alle corte di New York, visto che non ha sede e non fornisce servizi nello Stato di New York, chiedendo pertanto di archiviare l’inchiesta di Letitia James. La Corte Suprema ha rigettato questa mozione, dando di fatto via libera al Procuratore Generale. 

Ora pertanto iFinex sarà tenuta a rispettare la richiesta del Procuratore di presentare tutta la documentazione a supporto delle operazioni svolte nel 2018 per far fronte al buco da 850 milioni generato dal sequestro dei fondi della Crypto Capital Corp. 

Ricordiamo che il buco fu poi completamente coperto nel maggio del 2019 con la raccolta di 1 miliardo di dollari tramite l’emissione del token LEO, il cui prezzo da allora è cresciuto di circa il 16%. 

Questo tuttavia non cancellerebbe gli eventuali illeciti compiuti nel 2018, ed in particolare l’ipotesi di insabbiamento su cui si stanno concentrando le investigazioni di Letitia James. 

Questa causa aveva avuto un inizio molto veloce, ma poi sembrava essersi arenata soprattutto grazie ad alcune vittorie legali di iFinex. 

L’attuale pronunciamento della Corte Suprema dello Stato di New York di fatto la riapre, rendendo possibile anche un’eventuale accelerazione delle indagini. Va infatti aggiunto che a novembre si terranno le elezioni presidenziali negli USA, e Letitia James è un membro attivo del Partito Democratico con l’ambizione di candidarsi a sindaco di New York nel 2021. 

Tuttavia non è detto che James sfrutterà questa occasione a fini propagandistici, e la pandemia di coronavirus ancora in corso negli USA potrebbe in realtà contribuire a rallentare le indagini.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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