Crollo annunciato per la criptovaluta Ampleforth (AMPL)
Crollo annunciato per la criptovaluta Ampleforth (AMPL)
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Crollo annunciato per la criptovaluta Ampleforth (AMPL)

By Marco Cavicchioli - 30 Lug 2020

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Negli ultimi giorni il prezzo della criptovaluta Ampleforth (AMPL) è letteralmente crollato, passando da quasi 2,8$ a 0,7$. 

In altre parole in circa tre giorni ha perso il 75% del proprio valore. 

Tuttavia questo crollo era in qualche modo annunciato. 

Ampleforth infatti è un progetto abbastanza complesso, che prevede una potenziale elevata volatilità, soprattutto sul breve periodo. 

Il fatto è che è più simile ad una stablecoin che non ad una tradizionale criptovaluta come Bitcoin o Ethereum, seppur il suo valore non sia affatto stabile. 

L’obiettivo del protocollo sui cui è basata infatti è quello di mantenere un prezzo di equilibrio, ma senza rimuovere del tutto la volatilità. 

AMPL è progettata per essere utilizzata come base monetaria, ovvero come forma di garanzia da utilizzare come parte di un sistema bancario centralizzato o decentralizzato, e la sua circulating supply non è fissa. 

Ad esempio, quando il mercato è rialzista sul suo valore è probabile venga innescata un’azione positiva sul prezzo, fino a quando non incontra una resistenza, mentre quando la tendenza è ribassista può scattare un’azione negativa sul prezzo fino a quando non raggiunge un livello di supporto. 

Storicamente questi movimenti hanno sempre fatto oscillare il prezzo più o meno attorno ad 1$, nonostante un massimo di 2,1$ al momento della collocazione sul mercato, ed a un minimo di 0,3$ a novembre 2019. 

AMPL, criptovaluta in preda alla volatilità

Ma a partire dalla fine di giugno, ovvero in concomitanza con l’escalation di altri token DeFi, il prezzo ha iniziato a salire prepotentemente, fino a superare i 4$ il 12 luglio 2020. 

A quel punto subì un primo crollo, che ne riportò il prezzo agli 1,4$ due giorni dopo. 

Tuttavia già il 16 luglio riprese a crescere, arrivando a quasi 3$ il 21 luglio. Dopo un’altra veloce discesa sotto i 2$, raggiunti il 24 luglio, era risalito fino a 2,8$ il 26 luglio, per poi crollare nuovamente tra ieri ed oggi fino a poco sopra gli 0,6$. 

In altre parole negli ultimi 30 giorni abbondanti la volatilità del valore di AMPL è stata davvero elevata, con ben quattro spike e crolli, più o meno ampi. 

In questo momento il suo valore risulta comunque ancora superiore, seppur di poco, a quello che fece registrare durante il crollo dei mercati finanziari di metà marzo, ovvero 0,5$. 

Questi sbalzi notevoli mettono in discussione la mission del progetto. 

Sul sito ufficiale si legge:
“Improvvisi shock nella domanda possono destabilizzare gli ecosistemi supportati da beni di approvvigionamento fissi. Maggiore è la complessità di un ecosistema costruito su beni di approvvigionamento fissi, maggiore è il rischio di guasti a cascata.

Per ovviare a questa carenza, abbiamo dato ad AMPL la possibilità di adeguare in modo equo e automatico la sua offerta in risposta alla domanda, senza bisogno di una banca. AMPL è stata progettata per essere la soluzione diretta più semplice al problema dell’elasticità dell’offerta”. 

Quello che è accaduto nell’ultimo mese dimostra che AMPL non solo non è in grado di ridurre gli shock e la volatilità, ma che anzi è in grado di incrementarla, in determinati momenti. 

E visto che il periodo di estrema volatilità perdura ormai da quasi cinque settimane, e non sembra essere destinato ad esaurirsi sul breve periodo, è probabile che il protocollo necessiti di qualche aggiustamento.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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