Dati Paxful, la Russia ama Bitcoin
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Dati Paxful, la Russia ama Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 30 Lug 2020

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La Russia è sempre più attenta all’uso di Bitcoin, questo ciò che sostiene Paxful, azienda P2P per lo scambio di BTC. 

I dati dell’exchange confermano qualcosa che già stava diventando evidente: durante il lockdown, in piena emergenza coronavirus, il rischio crisi economica ha portato i russi a rifugiarsi nel contante e in Bitcoin. 

In realtà Paxful opera in Russia solamente dal 2019, ma i dati del fatturato sono impressionanti: da maggio 2019 a maggio 2020 il fatturato è cresciuto del 350%. Inoltre nel periodo più acuto dell’emergenza Coronavirus, Paxful ha messo a segno record dopo record. Rispetto al mese precedente, i fatturati del mese successivo sono così cresciuti:

  • Marzo: +34%;
  • Aprile: +41%;
  • Maggio: +50%.

La crescita è proseguita anche nei mesi successivi e a giugno sarà tagliato un altro record. 

La crescita di Paxful implica che in Russia Bitcoin è sempre più popolare e richiesto

Il successo di Bitcoin (e Paxful) in Russia

Ma perché la Russia si è scoperta amante di Bitcoin? Anton Kozlov, Manager di Paxful per il mercato russo, fornisce la sua tesi:

“Crisi a parte, la Russia ha sempre avuto un sistema bancario monolitico, dominato da pochi giocatori, e il sentimento che ne deriva è che i russi cercano sempre più spesso di trovare modi alternativi per far crescere i loro guadagni e partecipare ai mercati finanziari. Bitcoin nel contesto del P2P permette loro molta più libertà di farlo – e i nostri dati lo dimostrano”

Incertezze legislative

Da poco la Duma, il parlamento russo, ha emanato una regolamentazione sulle criptovalute. Dopo mesi di incertezza in cui sembrava che si potesse persino arrivare ad un ban di Bitcoin, la nuova legge ha stabilito che le criptovalute in Russia possono essere minate, vendute e comprate, ma non sono mezzi di pagamento. E non possono essere usate a tale scopo.

Tale legge impone una restrizione che di fatto mortifica lo scopo di Bitcoin (“a peer to peer electronic cash system”, per citare il whitepaper). Inoltre, sono attesi altri cambiamenti, perché una nuova legge è chiamata a far applicare quella appena approvata.

Insomma, mentre il quadro normativo potrebbe nuovamente cambiare, la Russia sembra aver già detto cosa ne pensa: vuole fare trading di Bitcoin. 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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