Ripple tra i 100 migliori posti di lavoro per innovatori
Ripple tra i 100 migliori posti di lavoro per innovatori
Blockchain

Ripple tra i 100 migliori posti di lavoro per innovatori

By Eleonora Spagnolo - 30 Lug 2020

Chevron down

Ripple è tra le 100 aziende considerate tra i migliori posti di lavoro per gli innovatori. La singolare classifica è stilata da Fast Company, magazine statunitense incentrato su tecnologia, business e design.

La classifica è stata redatta con Accenture e ha visto oltre 800 aziende inviare la propria candidatura

Ripple si colloca al 74° posto con Rippleworks, compagnia no profit legata a Ripple con sede a Redwood City. Nella motivazione si legge che: 

“La ramificazione senza scopo di lucro del gigante delle criptovalute Ripple fornisce ai dipendenti 2.000 dollari all’anno per l’istruzione”.

Continuando a scorrere la classifica, al 97° posto c’è proprio Ripple, descritta come azienda che offre servizi finanziari con sede a San Francisco. Nella motivazione che giustifica la collocazione nella top 100 di Fast Company, la giuria sembra premiare la creazione della University Blockchain Research Initiative

“In risposta a un’idea dei dipendenti, l’azienda fintech ha creato la University Blockchain Research Initiative, donando 50 milioni di dollari a 17 college per la ricerca sulle criptovalute e  la blockchain.”

Non solo Ripple: chi offre i migliori posti di lavoro per gli innovatori

Best Workplaces for Innovators identifica le aziende che promuovono le sperimentazioni, non solo a livello manageriale ma in ogni ramificazione dell’organizzazione. 

La migliore, a detta della giuria di Fast Company, è Alsac/St Jude, una compagnia no profit che ha contribuito a finanziare la ricerca contro il cancro infantile donando fondi al St. Jude Children’s Research Hospital. Questo impegno ha permesso di alzare il tasso di sopravvivenza dei bambini malati dal 20 all’80%.

Segue poi uno dei cosiddetti “big tech”, Google, che non ha presentato la candidatura, ma è stato inserito direttamente dalla giuria. La motivazione è che la “regola del 20%” applicata in Google, che incoraggia i dipendenti a dedicare il 20% del loro tempo a progetti collaterali,  ha prodotto risultati importanti indicati in Google News, Google Alerts e Google Street View. 

Sul gradino più basso del podio c’è la Johns Hopkins University APL, premiata per un concorso interno per l’innovazione. 

La classifica vede la presenza di altri big tech quali Amazon e Microsoft, ma c’è anche Dell, il gigante del cibo Nestlé, i leader dei sistemi di pagamento Mastercard e Paypal e un’altra conoscenza del mondo crypto, Square (88° posto). All’altra azienda che fa capo a Jack Dorsey viene riconosciuto di essere nata tramite hackathon.

Un momento d’oro per Ripple 

Ripple si è detta orgogliosa di essere stata inserita in questa speciale classifica. 

Sembra un momento particolarmente favorevole per Ripple, dopo un 2019 molto difficile e un 2020 altrettanto complicato. 

Il prezzo di XRP infatti è tornato finalmente a salire, e ieri ha toccato di nuovo il valore di 0,24 dollari, dopo aver stentato a riprendersi dal crollo di metà marzo

Guardando la classifica di Coinmarketcap, XRP sembra aver riconquistato la terza posizione che aveva ceduto a Tether (USDT), raggiungendo ora una capitalizzazione di 10,8 miliardi.

Insomma, al netto della concorrenza, Ripple continua la sua mission di fornire un sistema facile, veloce e scalabile di pagamenti. Il mercato sta tornando finalmente a reagire, ed anche l’attenzione degli osservatori sembra premiare il progetto.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.