Più Bitcoin in “Come vendere droga online (in fretta)”
Più Bitcoin in “Come vendere droga online (in fretta)”
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Più Bitcoin in “Come vendere droga online (in fretta)”

By Eleonora Spagnolo - 9 Ago 2020

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La seconda stagione di “Come vendere droga online (in fretta)” è arrivata da pochi giorni su Netflix ed è diventata una delle serie più viste della piattaforma.

La storia è quella di un teenager tedesco che apre uno store di ecstasy online, MyDrugs. Il metodo di pagamento non poteva che essere la criptovaluta. Nella prima stagione vengono indicate quattro crypto:

  • Bitcoin;
  • Ethereum;
  • Iota;
  • XRP.

Nella seconda stagione resta solo Bitcoin, e non c’è traccia delle altre tre valute. La seconda stagione infatti si apre con Moritz e Lenny, ai quali si è aggiunto Dan, che non sanno come riscattare i propri bitcoin. Sono gli unici criminali (adolescenti) che non hanno belle macchine, dicono di se stessi. 

Questo perché non hanno trovato un modo per convertire i Bitcoin in fiat senza essere rintracciati.

A Dan, il bello della scuola, figlio di un ricco sportivo, che si presenta con una carta di credito con logo Bitcoin, fa da contrappeso Kira, che invece utilizza mixer per nascondere transazioni, dividere i bitcoin, insomma, per fargli fare quel lungo percorso che porta poi i Bitcoin convertiti in euro sul conto corrente della banca dei tre ragazzi. Banca per altro gestita dalla mamma di Dan. 

Il risultato è che la carta di Dan finisce stracciata perché a detta di Moritz e Lenny è tracciabile. Mentre Kira, nerd che instaura una relazione con Lenny, si guadagna da vivere sfruttando Bitcoin in un altro modo: installando ransomware nei cellulari delle malcapitate vittime che si agganciano a reti wi-fi aperte. A loro chiede un pagamento in Bitcoin pari a circa 1.000 euro. 

Insomma, Bitcoin in questa serie tv è raccontato come uno strumento per comprare droga e pagare riscatti. Non c’è alcuna evidenza del suo uso come era stato immaginato dal suo fondatore, Satoshi Nakamoto, semplice sistema di pagamento decentralizzato. 

Ma se non altro la serie ha il merito di smentire il fatto che Bitcoin possa essere anonimo, spiegandone il funzionamento. 

Come vendere droga online, una storia vera

La serie tv ha per protagonista Moritz, adolescente tedesco che apre uno store online per vendere ecstasy con l’obiettivo di riconquistare Lisa, la sua fidanzatina tornata cambiata da un viaggio di studio negli Stati Uniti. 

Ricorda un po’ Mr. White, l’insospettabile insegnante di chimica protagonista di Breaking Bad, che inizia a produrre anfetamine per dare un sostegno economico alla famiglia quando non ci sarà più, perché malato di cancro ai polmoni. 

Il giro di Mr. White cresce fino a tenere in scacco i cartelli della droga messicana. Lo stesso accade a Mo’, che inizia comprando ecstasy da uno spacciatore locale per poi rifornirsi da “professionisti” olandesi. 

Come Walter White, che ha un cognato nella Dea (l’antidroga statunitense), anche Moritz ha un poliziotto in casa, suo padre. 

Ma ci sono un paio di differenze significative:

  • Moritz finisce per farsi rintracciare dalla polizia;
  • Quella di Moritz è una storia vera, e MyDrugs altro non è che il vero Shiny Flakes.

Ma Come vendere droga online ricorda anche The Social Network, questa sì, una storia vera. I dissidi tra i tre amici che gestiscono MyDrugs ricordano quelli di Mark Zuckerberg e dei gemelli Winklevoss ai tempi della fondazione di Facebook.

In definitiva, Come vendere droga online è una serie tv che si vede tutta di un fiato. Come la prima stagione, anche la seconda stagione conta sei puntate da 30 minuti, da guardare tutte in mezza giornata sul divano. Il suo sguardo su Bitcoin è limitato all’ambito negativo, e fa di MyDrugs il Silk Road tedesco. 

Ma tutto sommato è una serie intrigante e coinvolgente, e che ha avuto il suo successo. Tanto che Netflix ha già annunciato la terza stagione. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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