Ripple come Amazon, secondo il suo CEO
Ripple come Amazon, secondo il suo CEO
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Ripple come Amazon, secondo il suo CEO

By Marco Cavicchioli - 13 Ago 2020

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Secondo il CEO della società, Brad Garlinghouse, Ripple starebbe ricalcando le orme di Amazon. 

Infatti, secondo quanto riferisce il Financial Times, Garlinghouse ha affermato che l’estensione della strategia dell’azienda trasformerà Ripple in una piattaforma blockchain più ampia, in modo simile a come Amazon è diventata una vasta piattaforma e-commerce partendo da una libreria online.

Ha dichiarato: 

“Amazon ha iniziato come libreria e vendeva solamente libri. Noi abbiamo iniziato con i pagamenti. Tra due anni scoprirai che Ripple è per i pagamenti quello che Amazon è stata per i libri”. 

A dire il vero il parallelismo sembra decisamente forzato, perchè i punti che hanno in comune Amazon e Ripple non sembrano affatto molti. 

Le differenze tra Amazon e Ripple

Amazon è nata nel 1994, ed all’inizio stentò a decollare, tanto che i primi profitti arrivarono nel 2002, ovvero otto anni dopo. Inoltre venne quotata in borsa solamente nel 2010, a sedici anni di distanza dalla sua fondazione. 

Ripple è stata fondata nel 2012, ed in questi primi otto anni è già cresciuta molto. Inoltre si prospetta uno sbarco in borsa a breve, pertanto il percorso che sta seguendo non sembra particolarmente simile a quello del colosso dell’e-commerce. 

Inoltre non sarebbe assurdo immaginare che l’accostamento ad Amazon sia dovuto principalmente a scopi propagandistici, visto che Amazon è ormai uno dei titoli con le migliori performance sui mercati finanziari. 

Come sottolinea il Financial Times, ad otto anni dal lancio Ripple sta ancora cercando di trovare impieghi convincenti per la sua blockchain, e sarebbe per questo che ha preso la decisione di utilizzare la sua piattaforma per supportare attività che vanno oltre l’idea originale di un sistema per i pagamenti transfrontalieri. 

Forse l’accostamento con Amazon più che essere una similitudine è un desiderio, nella speranza di riuscire a superare i limiti attuali all’espansione della società ampliando l’utilizzo della propria tecnologia anche ad ambiti finora non considerati. 

A proposito del fatto che l’azienda possegga ancora enormi quantità di XRP, e che a volte li venda per generare introiti, Garlinghouse ha ammesso che Ripple è fortemente influenzata dal loro, e di essere decisamente interessato al valore di mercato di XRP. 

D’altro canto invece per offrire utilità ai possessori di XRP occorreranno probabilmente ancora diversi anni, grazie a nuove applicazioni che utilizzano la sua blockchain. 

Per ora il successo di Ripple sembra essere concentrato solamente in un mercato, quello delle rimesse, e non è stato ottenuto senza dover sostenere dei costi. 

Ad esempio Moneygram, che è stata acquistata da Ripple tempo fa, ha ottenuto 31 milioni di dollari dalla stessa Ripple in commissioni per lo sviluppo del mercato e per incoraggiare l’uso di XRP, pari al 60% del suo utile operativo.

L’anno scorso Ripple in totale distribuì l’equivalente di oltre 500 milioni di dollari, gran parte in XRP, grazie al suo fondo Xpring, per convincere sviluppatori a creare o portare sulla propria piattaforma nuove applicazioni. 

Per ora nessuno di questi investimenti sembra aver portato ad un significativo incremento dell’utilizzo della piattaforma. 

Per questo motivo è stata elaborata una nuova strategia, che al posto di finanziare gli sviluppatori punta allo sviluppo diretto di nuove applicazione sulla blockchain di Ripple.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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