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Vitalik Buterin contro Google: “serve più competizione”
Vitalik Buterin contro Google: “serve più competizione”
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Vitalik Buterin contro Google: “serve più competizione”

By Eleonora Spagnolo - 29 Set 2020

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Google è sempre piaciuto centralizzato, una scelta che non piace al creatore di Ethereum Vitalik Buterin.

Google infatti ha annunciato che entro settembre 2021 tutte le app presenti sul Play Store dovranno utilizzare il sistema di fatturazione di Google per gli acquisti in app.

 Attualmente, il 97% delle app risponde a questo requisito. Ma un residuo 3% richiede agli utenti di loggarsi e inserire nuovamente le informazioni di pagamento. Google invece vuole rimanere l’intermediario tra il servizio offerto e il pagamento effettuato dal cliente. È una caratteristica che riguarda alcuni big del settore, quali Netflix o Spotify ad esempio. 

In questo modo, il servizio si prende il 100% del ricavato. Al contrario, passando da Google, Big G tratterrebbe per sé una percentuale di quanto pagato dall’utente.

È una politica che non piace a VItalik Buterin, il quale ha twittato:

“Google sta andando verso la direzione di Apple per quanto riguarda il pagamento degli acquisti in app. C’è bisogno di più competizione negli App Store e nei sistemi operativi degli smartphone, e ne abbiamo bisogno ora”.

Google vs Vitalik Buterin vs decentralizzazione

In risposta ad un utente che chiedeva come risolvere il problema, Vitalik ha replicato:

“Onestamente dovremmo costruire il nostro app store e sperimentare un sistema di reputazione decentralizzato per buttare fuori gli scam, ma senza che diventi una porta di servizio per mediatori centralizzati”.

La soluzione? Per Vitalik potrebbero essere piattaforme open source dove caricare e scaricare app basate su Android. Oppure, andare dove porta il mercato, come ha suggerito Udi Wertheimer, organizzatore dei meetup in VR RecklessVR dedicata alla community Bitcoin.

Per lui bisogna guardare al caso Fortnite, escluso da Google Play e Apple Store:

“Bisogna creare una killer app che tutti vogliono prima, poi facciamo in modo che per installare bisogna andare su uno store alternativo” 

Un altro esempio è Huawei: non può montare Google Play in virtù della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Si è costruita il suo App Store che, dice Udi Wertheimer, non è un granché. Per compensare questa lacuna, hanno creato degli smartphone fantastici che vendono a prezzi ridotti.

Insomma, dice:

Devi dare alle persone quello che vogliono. Non sono ideologi”. 

L’approccio insomma porta più al consumo di massa che alla decentralizzazione vera e propria. 

È un dibattito aperto, che sta conquistando spazio. I primi esperimenti nel mondo social si iniziano a vedere. È il caso di Jack Dorsey, CEO di Twitter, sta lavorando con il team BlueSky a una versione decentralizzata. 

La sfida per contrastare i colossi del web centralizzati è aperta.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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