Heath Tarbert (CFTC): la DeFi è rivoluzionaria
Heath Tarbert (CFTC): la DeFi è rivoluzionaria
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Heath Tarbert (CFTC): la DeFi è rivoluzionaria

By Marco Cavicchioli - 15 Ott 2020

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Il presidente della CFTC, Heath Tarbert, ha definito “rivoluzionaria” la DeFi. 

Lo ha fatto durante una video intervista con Michael Casey nell’ambito dell’Invest Ethereum Economy che si è tenuto ieri.

L’intervista riguardava proprio l’ecosistema Ethereum e la finanza decentralizzata, ed in particolare come questa si adatti alle leggi statunitensi sui titoli e sulle commodity, oltre alle recenti azioni dell’agenzia nei confronti di BitMEX

Tarbert, nonostante il suo elevato ruolo istituzionale, in realtà non ha mai nascosto di essere fondamentalmente un sostenitore delle innovazioni generate dal settore crypto, tanto ad esempio da aver approvato i primi contratti derivati ​​basati su Ethereum negli Stati Uniti.

Durante l’intervista ha detto esplicitamente:

“L’intera idea di DeFi è davvero, prima cosa, ovviamente rivoluzionaria, e penso che alla fine potrebbe portare ad una massiccia disintermediazione del sistema finanziario e degli attori tradizionali. E, alla fine, potrebbe potenzialmente ridurre il rischio sistemico in qualche modo, perché non abbiamo il sistema finanziario concentrato in queste grandi istituzioni a livello globale e di importanza sistemica”. 

Ha tuttavia ammesso che questo processo non è veloce, e potrebbe richiedere diversi decenni per esplicarsi, ma costringe lo stesso le parti coinvolte a porsi domande sulla resilienza della rete. 

In particolare immaginando l’ipotesi che il sistema finanziario migrasse su Ethereum, si chiede cosa potrebbe accadere in caso questa rete dovesse andare offline. 

Ha comunque detto: 

“Vorrei solo dire in pratica quanto sono impressionato da Ethereum, punto e accapo”.

Heath Tarbert e i problemi legali della DeFi

Tarbert non ha però risposto alla domanda relativa alla conformità normativa degli asset DeFi, sottolineando però che questa potrebbe dipendere da ciò che fanno i singoli smart contract, e da come vengono distribuiti i token. 

Ad esempio riguardo UNI di Uniswap sostiene che potrebbe avere alcune caratteristiche di una security, ma ha anche differenze significative, visto che ad esempio i token sono stati distribuiti gratuitamente.

Invece riguardo Yearn Finance (YFI) le preoccupazioni riguarderebbero i token in mano ai fondatori, e quindi i possibili rischi di manipolazione del mercato. 

Ritornando su Ether (ETH) invece ha affermato che più diventa decentralizzato, più è probabile che ricada nella categoria delle commodity, e non in quella delle security. 

Tarbert ha anche accennato che, oltre a BitMEX, potrebbero esserci altri exchange crypto sotto osservazione a causa di problemi simili, ma non ha rivelato quali.

Poi ha anche detto. 

“Voglio che gli Stati Uniti siano leader negli asset digitali. Quello che vogliamo, il nostro desiderio, è creare un ambiente in cui gli innovatori negli exchange di asset digitali possano crescere qui negli Stati Uniti, possano venire in posti come la CFTC e ottenere una licenza e possano beneficiare del nostro regime normativo. Quello che non vogliamo vedere sono gli exchange offshore che stanno effettivamente violando le leggi statunitensi”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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