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In USA si pagano le tasse sull’airdrop di Spark
In USA si pagano le tasse sull’airdrop di Spark
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In USA si pagano le tasse sull’airdrop di Spark

By Marco Cavicchioli - 10 Dic 2020

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Il 12 dicembre 2020 avverrà l’airdrop di Spark. 

Si tratta del token nativo della rete Flare, che verrà inviato gratuitamente a coloro che deterranno XRP (Ripple) al momento dell’airdrop su determinati exchange, e che riceveranno una pari quantità per l’appunto di token Spark. 

Pertanto per ricevere gratuitamente i nuovi token, il cui valore di mercato per ora non è noto, sarà sufficiente detenere token XRP al momento dell’airdrop sulle piattaforme che lo supportano.

Tuttavia per gli utenti statunitensi c’è una complicazione: dovranno pagarci le tasse. 

Infatti il Rev. Rul. 2019-24 dell’IRS considera i token ricevuti con airdrop come un reddito ordinario, e questo scatta nel momento stesso in cui, dopo averli ricevuti, se ne prende pieno possesso. 

Questo avviene quando l’utente può inviarli, scambiarli o venderli, a prescindere dal fatto che lo faccia o meno, e non nel momento in cui li riceve. 

Il problema è che il calcolo dell’imponibile deve essere effettuato utilizzando il controvalore in dollari dei token ricevuti nel momento in cui se ne acquisisce il dominio ed il controllo.

Visto che sia l’imponibile tassabile, sia l’importo da pagare come imposta sul reddito, sono in dollari, agli utenti statunitensi che riceveranno questi token probabilmente converrebbe venderli immediatamente in modo da incassare dollari, altrimenti, qualora ad esempio il valore nel corso del tempo crollasse, potrebbero persino essere costretti in teoria a pagare di tasse un importo superiore al valore in dollari dei token stessi.

Ovviamente non vi è alcuna certezza che il prezzo di questi token crolli nel corso del tempo, ma per evitare totalmente un rischio di questo tipo è plausibile che molti utenti statunitensi possano decidere di venderli immediatamente dopo averli ricevuti. 

L’airdrop di Spark

Inoltre non tutte le piattaforme metteranno i nuovi token a disposizione degli utenti nello stesso istante, ed in alcuni casi potrebbero volerci anche dei giorni. 

Quindi, sebbene verranno distribuiti praticamente nello stesso momento, alcuni ne entreranno in pieno possesso prima, mentre altri dopo.

Il fatto che le imposte non vadano pagate sul valore effettivo di vendita, qualora si decidesse di vendere, ma sull’ipotetico valore di mercato nel momento in cui se ne prende possesso, non appare particolarmente logico. O, meglio, appare fondamentalmente come un modo per far sì che lo Stato incassi una percentuale sull’airdrop, e non come l’imposizione di una tassa sul reddito. Infatti qualora l’utente ad esempio decidesse di holdare i token all’infinito, in realtà non avrebbe ottenuto alcun guadagno, se non nel momento in cui decidesse di venderli, o di utilizzarli come mezzo di pagamento.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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