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Ray Dalio: Bitcoin straordinario ma incerto
Ray Dalio: Bitcoin straordinario ma incerto
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Ray Dalio: Bitcoin straordinario ma incerto

By Eleonora Spagnolo - 6 Feb 2021

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Bitcoin è un’invenzione straordinaria, questo è quel che pensa Ray Dalio, CEO di Bridgewater Associates. 

Ray Dalio sembra decisamente curioso di Bitcoin, anche se mantiene alcune perplessità. Una di queste è legata al rischio che i governi possano renderlo in qualche modo illegale. Concetto che ha ribadito in un lungo post su Linkedin dal titolo: Quel che penso veramente di Bitcoin.

La prima cosa che chiarisce è che lui non è un esperto di Bitcoin pertanto la sua opinione non dovrebbe avere alcun valore, eppure, siccome gli viene chiesto spesso cosa ne pensa di Bitcoin, ha deciso di esternalo.

“Credo che Bitcoin sia un’invenzione straordinaria. Aver inventato un nuovo tipo di denaro tramite un sistema che è programmato in un computer e che funziona da circa 10 anni e sta rapidamente guadagnando popolarità sia come tipo di denaro che come riserva di ricchezza è un risultato sorprendente”.

Per Ray Dalio però Bitcoin, come qualunque altro sistema di credito, ha reso ricco chi l’ha inventato e gli early adopters, tuttavia chi l’ha costruito è riuscito nel renderlo un bene alternativo all’oro, facendo “un lavoro favoloso”.

Ray Dalio: Bitcoin non è per sempre

Tuttavia nel pensiero del CEO di Bridgewater Associates c’è il timore che Bitcoin non possa essere destinato a durare per una serie di ragioni. 

A Bitcoin riconosce di avere il vantaggio di poter essere facilmente conservato, così come alle altre valute digitali. Questo potrebbe soddisfare una domanda crescente di avere beni di riserva. Ma si sa che di Bitcoin ce ne potranno essere al massimo solo 21.000.000 di pezzi. È qui che si innestano i dubbi di Ray Dalio. 

“Anche se il Bitcoin ha un’offerta limitata, le valute digitali non hanno un’offerta limitata perché ne sono arrivate e continueranno ad arrivarne di nuove per competere, quindi l’offerta di beni simili al Bitcoin dovrebbe avere, e la concorrenza avrà, un ruolo nel determinare i prezzi del Bitcoin e delle altre criptovalute. Infatti presumo che ne arriveranno di migliori e sostituiranno questa perché questo è il modo in cui funziona l’evoluzione di ogni cosa”

Il problema di Bitcoin è che in questi 10 anni non è mai cambiato, e questo rischia che prima o poi possa arrivare the next best thing:

“Poiché il modo in cui funziona Bitcoin è fisso, non sarà in grado di evolversi e presumo che un’alternativa migliore sarà inventata e gli passerà davanti. Lo vedo come un rischio. Per queste ragioni l’argomento della “supply limitata” non è così vero come potrebbe sembrare”. 

Il rischio del Bitcoin è paragonato a quel che accadde ai Blackberry, quando furono sostituiti dagli iPhone. 

E tuttavia Bitcoin ha già alle spalle 10 anni di storia, in cui la sua tecnologia si è dimostrata ottima, tanto che dice Ray Dalio:

“Ha funzionato così bene e non è stata violata”. 

Ma ciò non vuol dire che non si corrano dei rischi. Anzi, per Ray Dalio sarebbe da ingenui pensare che un bene digitale non possa essere violato. Ed essendo Bitcoin digitale, Bitcoin corre rischi. 

Infine, Ray Dalio torna a ribadire il timore che più Bitcoin diventa importante, più i governi possono osteggiarlo

“Se il governo (e forse gli hacker) vogliono vedere chi ha cosa, dubito che la privacy possa essere protetta. Inoltre, mi sembra che se il governo volesse sbarazzarsi del suo uso, la maggior parte di coloro che lo usano non sarebbe in grado di usarlo, quindi la domanda di esso crollerebbe”.

Per Ray Dalio più Bitcoin cresce, più una stretta dei governi è probabile. Perché i governi hanno sempre avuto il controllo del denaro. Per questo, dice:

“Ho il sospetto che il più grande rischio di Bitcoin sia avere successo, perché se ha successo, il governo cercherà di ucciderlo e loro hanno molto potere per riuscirci”.

Insomma, per Bitcoin c’è tanta incertezza, e Ray Dalio arriva a dire che potrebbe investirci ma con la consapevolezza che potrebbe perde l’80% di quell’investimento. E non è improbabile che ci investa, perché in conclusione, aggiunge: 

“Sono ansioso di essere corretto e di imparare di più. D’altra parte, credetemi quando vi dico che io e i miei colleghi di Bridgewater ci stiamo concentrando intensamente sulle attività alternative di conservazione della ricchezza”. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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