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Coinbase chiude la sede centrale di San Francisco
Coinbase chiude la sede centrale di San Francisco
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Coinbase chiude la sede centrale di San Francisco

By Marco Cavicchioli - 6 Mag 2021

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Coinbase ha annunciato che nel 2022 chiuderà la sua sede centrale di San Francisco. 

In realtà la società aveva già annunciato in precedenza di non avere più una vera e propria “sede centrale”, perché ormai si era impegnata ad essere una società “remote first”, ovvero basata soprattutto sullo smart working. 

Tuttavia l’ufficio di San Francisco, dove di fatto la società nacque nel 2012, è ancora attivo, ma verrà dismesso il prossimo anno. 

In questo modo vogliono dimostrare alla loro “forza lavoro decentralizzata” che nessuna sede è più importante delle altre, e la chiusura dell’ufficio di San Francisco viene considerata un passo importante per garantire che nessun ufficio possa diventare una sede centrale non ufficiale, in assenza di una ufficiale. 

Quindi, al posto che poche sedi sparse in un numero limitato di città, offriranno una rete di uffici più piccoli in cui i dipendenti, se lo vorranno, potranno recarsi a lavorare.

Coinbase senza sede: così il Covid-19 ha cambiato il mondo del lavoro

Durante il lockdown dovuto alla pandemia di Covid19 molte società hanno remotizzato il lavoro grazie allo smart working, e tra queste ve ne sono diverse, come Coinbase, che a quanto pare non intendono tornare indietro. 

Ovvero, dopo aver messo a punto le infrastrutture, le procedure, e l’organizzazione per lavorare in remoto, questa nuova modalità di lavoro si sta rivelando migliore di quella tradizionale in presenza in ufficio, pertanto quelle società che possono permettersi di lavorare soprattutto in remoto difficilmente torneranno al lavoro in presenza. 

D’altronde Coinbase non è l’unico exchange crypto che lavora in remoto. Anzi, alcuni exchange crypto lo facevano anche già prima del lockdown, quindi l’iniziativa di Coinbase non fa altro che seguire quella di alcuni veri e propri pionieri in questo campo. 

Tuttavia Coinbase è il primo exchange crypto in assoluto ad essere stato quotato al Nasdaq, pertanto ormai è un vero e proprio riferimento soprattutto per il mercato americano. 

Con 1.200 dipendenti non è certo una delle società più grandi al mondo, ma coordinare in modo efficiente e produttivo più di un migliaio di persone che lavorano soprattutto da casa non è comunque facilissimo. Certo, la tipologia di lavoro svolto favorisce molto questa nuova modalità di lavoro a distanza, e nel settore crypto c’erano già diversi esempi di organizzazioni efficienti e produttive basate principalmente su smart working. Tuttavia passare da società tradizionale basata su lavoro in presenza, a società “remote first”, non deve essere stata una passeggiata.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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