Coinbase sceglie il lavoro da remoto per il post Covid-19
Coinbase sceglie il lavoro da remoto per il post Covid-19
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Coinbase sceglie il lavoro da remoto per il post Covid-19

By Eleonora Spagnolo - 21 Mag 2020

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Coinbase sceglie il lavoro da remoto anche per il post Covid-19. Lo ha annunciato il CEO Brian Armstrong con una lettera inviata ai propri dipendenti e condivisa pubblicamente. 

In un lungo post sul blog di Coinbase, viene chiarito il perché di questa scelta rivoluzionaria. Del resto la pandemia ha obbligato molte aziende a decentralizzare, e chi si è fatto trovare pronto ha avuto maggiore possibilità di sopravvivere rispetto a coloro che non possono o non vogliono privilegiare lo smart working. 

Pioniere in tal senso era stata Bitfinex. L’exchange guidato da Paolo Ardoino agli inizi della pandemia da Coronavirus aveva annunciato di lavorare in smart working.

Coinbase, che come molti altri exchange ha registrato un incremento delle proprie attività durante il lockdown, fa un passo avanti: anche quando non ci sarà più bisogno, resterà remote-first

Questo vuol dire che anche i nuovi assunti potranno scegliere se lavorare in ufficio o lavorare da casa. Lavorare da casa implica che bisognerà cambiare approccio. Ma, dice Armstrong, il lavoro da remoto è qui per restare ed è una grande opportunità e un vantaggio: 

“Questo significa che in futuro, chiunque lo voglia, potrà continuare a lavorare da un ufficio. Questo non cambierà. Quello che sta cambiando è che (quasi) ogni dipendente che preferisce lavorare al di fuori di un ufficio, può farlo. Per molti dipendenti, probabilmente sarà un mix di entrambi. Ma per tutti noi, essere remoti richiede prima di tutto un cambiamento di mentalità e di comportamento. Significa che l’esperienza del dipendente dovrebbe essere la stessa, sia che si stia in un ufficio un giorno alla settimana, cinque giorni alla settimana, o mai”.

Coinbase e il lavoro da remoto, una decisione strategica e pratica

A livello pratico lo smart working è un passaggio irrevocabile, perché, come spiega Brian Armstrong, le norme del distanziamento sociale impongono di rispettare delle distanze maggiori tra i dipendenti per cui anche gli uffici di San Francisco, quartier generale di Coinbase, sarebbero stretti. 

Per quanto concerne la parte strategica, Coinbase praticava parzialmente lo smart working da anni. Quando è diventato un’imposizione ha realizzato che era meno complicato del previsto.

Del resto, dice Armstrong, una società che vuole un mondo economicamente libero deve accettare l’opzione di non lavorare in ufficio. E anche i “top level” che Coinbase punta ad assumere potrebbero chiedere di lavorare da casa. 

Ciò che conta, spiega il CEO di Coinbase, non è il luogo: 

“Si tratta di come si lavora, non di dove si lavora”.

Da ora in poi dunque i dipendenti di Coinbase potranno decidere se lavorare da casa o in ufficio e questo porterà Coinbase ad avere uffici più piccoli in diverse città piuttosto che un’unica sede gigantesca. 

Ciò implicherà dei cambiamenti anche nei criteri di assunzione: la capacità di comunicare diventerà un requisito centrale.In un primo momento Coinbase conta che questa modalità di lavoro sarà scelta dal 20-60% dei propri dipendenti, per poi diventare dominante. 

Per approcciare questa transizione Brian Armstrong annuncia che ci sarà un team apposito che individuerà i cambiamenti da affrontare in collaborazione con i lavoratori stessi. 

Coinbase, il Covid-19 e il mondo che cambia

Tutto ciò secondo lo stesso Brian Armstrong non è normale, essendo comunque frutto di una pandemia dirompente e violenta come è stata il Covid-19. Ma è anche: 

“L’inizio di un viaggio, questo è il modo in cui stiamo trovando il vantaggio nelle avversità”.

Sarà un percorso che secondo il CEO porterà Coinbase ad essere di esempio per altre aziende. Non sarà una sfida priva di incognite, ma Brian Armstrong promette di affrontarle insieme ai dipendenti. Gli stessi che hanno reso Coinbase uno degli exchange più importanti al mondo.

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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