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Bitcoin veleno per topi: chi è d’accordo con Warren Buffett
Bitcoin veleno per topi: chi è d’accordo con Warren Buffett
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Bitcoin veleno per topi: chi è d’accordo con Warren Buffett

By Eleonora Spagnolo - 24 Giu 2021

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Bitcoin? Veleno per topi. Parola di Warren Buffett e non solo. Infatti a quanto pare da un sondaggio condotto da JP Morgan pare che il 33% degli investitori intervistati sia d’accordo con l’oracolo di Omaha. 

Ad inizio 2021 infatti Warren Buffett aveva definito Bitcoin “rat poison” e sembra proprio che non sia il solo a pensarlo così.

Il sondaggio di JP Morgan

Non solo il 33% degli intervistati da JP Morgan ha definito BTC veleno per topi. Un altro 16% del campione sostiene che Bitcoin sia una moda passeggera. 

Tuttavia un altro 42% ha dichiarato che le criptovalute sono qui per restare, mentre il 9% è convinto che diventeranno un asset importante. 

Il campione intervistato ha riguardato 3.000 investitori provenienti da 1.500 soggetti istituzionali. Dunque un audience che potrebbe essere etichettata come alta finanza.

Tra di loro:

  • il 10% fa trading di criptovalute,
  •  il 20% pianifica di farlo, 
  • il 40% è stato attivo con le crypto.

Bitcoin, investitori in linea con Warren Buffett

Questo sondaggio sembra smontare la tesi secondo cui gli investitori istituzionali sono sempre più interessati a Bitcoin. In realtà la domanda crescente di BTC da parte di questa categoria giustifica l’immissione sul mercato di prodotti quali fondi di investimento. È anche la ragione per cui presso la SEC degli Stati Uniti pendono diverse domande di approvazione di ETF su Bitcoin. 

Ma a quanto pare al di là dell’interesse, gli investitori istituzionali manifestano gli stessi timori di Warren Buffett quando si parla di Bitcoin. E del resto in questi giorni di elevata volatilità, con sbalzi intradey compresi tra il +/-10-20% questo scetticismo è anche comprensibile.

Ma la volatilità fa parte del Bitcoin, pertanto chi ci investe, retail o istituzionali deve saperci convivere senza andare in panico.

Dopo aver toccato i 65.000 dollari lo scorso aprile infatti, il prezzo di BTC si è praticamente dimezzato. Attualmente Bitcoin vale circa 33.000 dollari, tuttavia le previsioni sono positive e diversi analisti sostengono che è in corso una fase di accumulo che potrebbe presto portare a nuovi rally. E chissà se basterà a combattere i timori degli investitori istituzionali e magari anche a far cambiare loro parere su BTC.

Bitcoin? Veleno per topi. Parola di Warren Buffett e non solo. Infatti a quanto pare da un sondaggio condotto da JP Morgan pare che il 33% degli investitori intervistati sia d’accordo con l’oracolo di Omaha. 

Ad inizio 2021 infatti Warren Buffett aveva definito Bitcoin “rat poison” e sembra proprio che non sia il solo a pensarlo così.

Il sondaggio di JP Morgan

Non solo il 33% degli intervistati da JP Morgan ha definito BTC veleno per topi. Un altro 16% del campione sostiene che Bitcoin sia una moda passeggera. 

Tuttavia un altro 42% ha dichiarato che le criptovalute sono qui per restare, mentre il 9% è convinto che diventeranno un asset importante. 

Il campione intervistato ha riguardato 3.000 investitori provenienti da 1.500 soggetti istituzionali. Dunque un audience che potrebbe essere etichettata come alta finanza.

Tra di loro:

  • il 10% fa trading di criptovalute,
  •  il 20% pianifica di farlo, 
  • il 40% è stato attivo con le crypto.

Bitcoin, investitori in linea con Warren Buffett

Questo sondaggio sembra smontare la tesi secondo cui gli investitori istituzionali sono sempre più interessati a Bitcoin. In realtà la domanda crescente di BTC da parte di questa categoria giustifica l’immissione sul mercato di prodotti quali fondi di investimento. È anche la ragione per cui presso la SEC degli Stati Uniti pendono diverse domande di approvazione di ETF su Bitcoin. 

Ma a quanto pare al di là dell’interesse, gli investitori istituzionali manifestano gli stessi timori di Warren Buffett quando si parla di Bitcoin. E del resto in questi giorni di elevata volatilità, con sbalzi intraday compresi tra il +/-10-20% questo scetticismo è anche comprensibile.

Ma la volatilità fa parte del Bitcoin, pertanto chi ci investe, retail o istituzionali deve saperci convivere senza andare in panico.

Dopo aver toccato i 65.000 dollari lo scorso aprile infatti, il prezzo di BTC si è praticamente dimezzato. Attualmente Bitcoin vale circa 33.000 dollari, tuttavia le previsioni sono positive e diversi analisti sostengono che è in corso una fase di accumulo che potrebbe presto portare a nuovi rally. E chissà se basterà a combattere i timori degli investitori istituzionali e magari anche a far cambiare loro parere su BTC.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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