Cathie Wood vuole lanciare un ETF su bitcoin
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Cathie Wood vuole lanciare un ETF su bitcoin

By Marco Cavicchioli - 29 Giu 2021

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ARK Investment, ovvero la società finanziaria fondata da Cathie Wood, ha presentato alla SEC la richiesta di emettere un ETF su bitcoin. 

Come si legge sul documento ufficiale pubblicato sul sito della SEC, il fondo si chiamerà ARK 21Shares Bitcoin ETF, e sarà negoziato su Cboe BZX Exchange

Il suo obiettivo è quello di cercare di replicare in borsa la performance del prezzo di bitcoin utilizzando l’S&P Bitcoin Index. Questo Indice è progettato per riflettere la performance del bitcoin in dollari USA. 

Per ottenere ciò il fondo deterrà BTC bitcoin e valuterà le sue azioni giornalmente in base all’Indice. 

21Shares US è lo sponsor del fondo, mentre il fiduciario è Delaware Trust Company. La custodia dei BTC verrà affidata a Coinbase Custody Trust Company. 

ARK ha scelto 21Shares come partner grazie alla sua esperienza nella creazione di ETP sulle criptovalute in Europa, e Cathie Wood a maggio è entrata a far parte del consiglio di amministrazione di Amun Holdings, la società madre di 21Shares. 

Il documento presentato alla SEC è molto lungo ed articolato (84 pagine, più le appendici), anche perchè la SEC continua ad essere critica nei confronti di questa tipologia di fondi. 

La SEC approverà l’ETF su Bitcoin di Cathie Wood?

Il problema sono soprattutto i rischi connessi alla presenza sul mercato retail di un ETF su bitcoin, e per questo ARK risponde dicendo che effettivamente una eventuale contrazione nell’uso o nell’adozione di bitcoin può comportare un aumento della volatilità o una riduzione del prezzo che potrebbe avere un impatto negativo sul valore delle azioni del fondo. Anche una qualsiasi interruzione della produzione di bitcoin o della convalida delle transazioni potrebbe avere impatti simili, ma va detto che questi sono rischi ad oggi apparentemente remoti. 

ARK specifica chiaramente che il prezzo di bitcoin subisce comunque alti livelli di volatilità, a volte improvvisa ed estrema. A causa di tale volatilità, gli azionisti del fondo potrebbero anche sostanzialmente perdere tutto il loro investimento in tempo anche molto breve, ad esempio nel corso di un solo giorno. 

Inoltre i mercati spot su cui vengono scambiati bitcoin sono relativamente nuovi ed in gran parte non regolamentati, pertanto potrebbero essere maggiormente esposti anche a frodi e violazioni della sicurezza. 

ARK specifica anche che, in teoria, la perdita delle chiavi private, anche da parte del custode, potrebbe anche comportare la perdita di tutto l’investimento nel fondo. 

Anche l’indice di riferimento del prezzo comporta dei rischi, visto che ha una storia limitata, e non vi è alcuna garanzia che la metodologia attualmente utilizzata consentirà all’indice di seguire adeguatamente il prezzo di bitcoin in futuro. 

Pertanto ARK conclude scrivendo alla SEC:

“Gli azionisti che stanno valutando l’acquisto di Azioni del Trust dovrebbero considerare attentamente quale percentuale del loro patrimonio totale dovrebbe essere esposta al mercato del bitcoin e dovrebbero comprendere appieno, essere disposti ad assumersi e disporre delle risorse finanziarie necessarie per sopportare i rischi coinvolti nel strategia di investimento del Trust ed essere in grado di sopportare la potenziale perdita dell’intero investimento nel Trust. Poiché il valore del bitcoin, e quindi il valore delle Azioni, può essere estremamente volatile, gli azionisti dovranno monitorare frequentemente il loro investimento”. 

Il punto chiave probabilmente è proprio questo. Ovvero è praticamente impossibile eliminare i numerosi rischi, diretti ed indiretti, derivanti da investimenti in bitcoin, pertanto dovrebbe stare agli investitori decidere consapevolmente se si ritengono disposti a correre tutti questi rischi, oppure no. 

Il problema è che invece, purtroppo, è noto che molti investitori retail conoscono a mala pena, e solo vagamente, cosa sia bitcoin, mentre ad esempio non hanno realmente idea di come funzioni. 

La posizione di ARK è chiara e condivisibile, ma probabilmente per la SEC il problema rimane.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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