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T-Mobile hack: dati dei clienti in vendita per 6 bitcoin
T-Mobile hack: dati dei clienti in vendita per 6 bitcoin
Sicurezza

T-Mobile hack: dati dei clienti in vendita per 6 bitcoin

By Stefania Stimolo - 16 Ago 2021

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Attacco hack alla multinazionale di telefonia mobile di T-Mobile: l’hacker avrebbe rubato i dati di 100 milioni di clienti e ha affermato di vendere un database per sei bitcoin.

Secondo quanto riportato, sembra che T-Mobile abbia subito un attacco hack due settimane fa al suo server, contenente i dati sensibili dei suoi clienti.

Nello specifico, i dati dei 100 milioni clienti rubati potrebbero includere IMSI, IMEI, numeri di telefono, nomi di clienti, PIN di sicurezza, numeri di previdenza sociale, numeri di patente e data di nascita. Dove con IMEI si intende un numero unico utilizzato per identificare i telefoni cellulari e con IMSI, un numero unico associato ad un utente su una rete cellulare.

L’hacker avrebbe comunicato di aver rubato l’intero database IMEI di T-Mobile che include lo storico dal 2004 a oggi. A confermare il tutto, è stato pubblicato uno screenshot di una connessione SSH a un server di produzione con Oracle.

Non solo, nel report si sostiene che la causa della violazione sarebbe di vendetta nei confronti degli Stati Uniti, con lo scopo cioè di danneggiare le infrastrutture statunitensi.

T-Mobile hack, i dati rubati e la vendita in cambio di bitcoin

T-Mobile, intanto, sembra stia attivamente indagando sull’attacco subito e sulla validità delle affermazioni dell’hacker. A tal proposito, ecco come ha commentato:

“Siamo a conoscenza delle affermazioni fatte in un forum underground e stiamo attivamente indagando sulla loro validità. Non abbiamo ulteriori informazioni da condividere in questo momento”

E infatti, l’attacco in questione, non prevede il contatto degli hacker con la multinazionale. Ma anzi, l’hacker starebbe già guadagnando dalla vendita dei dati di T-Mobile sul web.

In sostanza, l’hacker avrebbe affermato che già in vendita ci sarebbe un database contenente date di nascita, numeri di patente di guida e numeri di sicurezza sociale per 30 milioni di persone. Il prezzo di vendita di questo registro pieno di informazioni sensibili, sarebbe di 6 bitcoin, l’equivalente ad oggi di oltre 280.000$.

Diversa la situazione di attacchi hacker e crypto avvenuta settimana scorsa. Infatti, mentre con T-Mobile, BTC agisce come metodo di pagamento per acquistare i dati rubati (sempre a quanto affermato dall’hacker), il caso di Poly Network è stato decisamente diverso.

Due weekend fa, infatti, la piattaforma cross-chain DeFi, Poly Network aveva annunciato il suo status di “sotto-attacco” con l’equivalente di 600 milioni di dollari in crypto rubati. 

Situazione che sembra aver avuto un lieto fine, con la collaborazione dell’hacker soprannominato Mr. White Hat che avrebbe agito per esporre la vulnerabilità della piattaforma DeFi.

Non solo, Mr. White Hat avrebbe anche provveduto a restituire la somma rubata nelle seguenti crypto ETH, BUSD, BTCB, ETHB, BNB, USDC, DAI, UNI, SHIB e FEI, con il rimborso da parte di Poly Network direttamente negli wallet dei suoi utenti.

 

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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