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Blockstream annuncia una partnership per il mining “green” di Bitcoin
Blockstream annuncia una partnership per il mining “green” di Bitcoin
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Blockstream annuncia una partnership per il mining “green” di Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 9 Set 2021

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Ieri Blockstream ha annunciato una partnership ufficiale con Macquarie, ovvero un gigante dei servizi finanziari, per sviluppare e gestire strutture di mining di Bitcoin a zero emissioni. 

Chi è Macquarie Group e perché una partnership con Blockstream

Macquarie Group Limited è una banca di investimento multinazionale con sede in Australia, operativa in 31 paesi e con un totale di oltre 15.000 dipendenti. È anche il maggior asset manager al mondo di infrastrutture, secondo il “Top 50 infrastructure investment managers 2018” di IPE Real Assets.

Gestisce asset per 595 miliardi di dollari australiani ed opera sia nel settore bancario e finanziario, sia in quello delle commodity. Tra i vari servizi che offre ci sono anche gestione patrimoniale, leasing e finanziamenti, sviluppo di energie rinnovabili e raccolta di capitali.

Mining e sicurezza per Bitcoin

Il primo progetto congiunto di Blockstream insieme a Macquarie avrà luogo in Nord America, ed utilizzerà le strutture di mining di Blockstream “per fornire maggiore sicurezza alla rete Bitcoin”.

Di fatto Blockstream è uno dei più grandi miner di Bitcoin del Nord America, quindi si tratta di un progetto decisamente importante per quanto riguarda le attività di questo tipo al di fuori della Cina.

La partnership tra Blockstream e Macquire si svolgerà nelle mining farm in Nord America

L’obiettivo è quello di realizzare progetti di mining di Bitcoin alternativi e soprattutto rinnovabili, e la nuova iniziativa insieme a Macquarie includerà proprio l’avvio di nuovo hosting di hardware per il mining, con la possibilità di scalare gradualmente man mano che verrà implementata la nuova infrastruttura basata su energie “green”.

Da notare che Macquarie è anche uno dei maggiori investitori istituzionali nelle infrastrutture che utilizzano energie rinnovabili, con complessivamente 44 Gigawatt di potenza installata, in in fase di installazione, al 31 marzo 2021.

Per avere un metro di paragone, con 44 GW si potrebbero produrre in un anno fino a 385 Terawattora, ovvero quasi il triplo dell’intero consumo mondiale di energia relativo al mining di Bitcoin.

I progetti di mining di Bitcoin di Blockstream

Già nei mesi scorsi Blockstream aveva raccolto centinaia di milioni di dollari di investimenti proprio per il mining di Bitcoin “green” in Nord America, anche grazie alla partecipazione di Square e di Jack Dorsey. 

Il fatto è che, se da un lato sembra impossibile ridurre il consumo energetico del mining di Bitcoin (che invece continua ad aumentare), dall’altro sarebbe molto importante assicurarsi che gran parte dell’energia utilizzata provenga da fonti sostenibili.

Elon Musk e Bitcoin

Fu proprio l’eccessivo consumo di energia derivante da fonti non sostenibili la giustificazione data da Elon Musk alla cessazione dell’accettazione di bitcoin come mezzo di pagamento per Tesla. Anzi, lo stesso Musk disse poi esplicitamente che Tesla avrebbe ripreso ad accettare BTC qualora fosse stato dimostrato che oltre il 50% dell’energia consumata dal mining di Bitcoin derivi da fonti rinnovabili.

È molto importante che, con la forte riduzione dell’attività di mining in Cina ed il forte incremento in Nord America, si proceda anche ad una veloce e consistente sostituzione di fonti non rinnovabili con fonti sostenibili e documentabili.

In un tale scenario le iniziative di un colosso come Blockstream in questa direzione possono dare un forte impulso a questo cambiamento, tanto desiderato quanto importante. Probabilmente ad oggi in assoluto il principale problema riguardante Bitcoin è proprio l’elevato consumo di energia proveniente da fonti inquinanti, quindi cercare di ridurlo risulta essere un’iniziativa di grande importanza.

Oltretutto, le grandi mining farm non possono affatto passare inosservate, quindi non dovrebbe essere difficile monitorarle per stabilire quali fonti utilizzano, ed in quali quantità. Se questi dati, una volta rilevati, venissero in qualche modo certificati e pubblicati, è possibile immaginare che, forse, prima o poi si possa raggiungere il target fissato da Elon Musk.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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